Silvia Roggiani:“Pd all’attacco: salari, sanità, scuola e transizione verde al centro delle proposte alternative”

Abbiamo intervistato in esclusiva per Prima Stampa l’onorevole Silvia Roggiani del partito democratico che ci parlerà governo.

Quali sono le proposte dell’opposizione per affrontare l’aumento dell’inflazione che sta colpendo famiglie e imprese, e quali misure concrete intendereste adottare se foste al governo per proteggere il potere d’acquisto dei cittadini?

“L’inflazione sta erodendo i redditi delle famiglie: oggi quasi un italiano su dieci vive in povertà assoluta, e il 14% di questi sono bambini e adolescenti. In più, l’Eurostat certifica che oltre il 10% dei lavoratori sono poveri, anche a tempo pieno. Il governo ha cancellato la proposta di salario minimo e preferisce bonus spot, mentre servono misure strutturali: un taglio stabile del cuneo fiscale, il rinnovo dei contratti e un patto anti-inflazione per calmierare i prezzi, come avvenuto in Francia. Famiglie e imprese hanno bisogno di scelte coraggiose, non di propaganda.”

Perché l’Italia non ha ancora adottato misure efficaci per ridurre le emissioni di gas serra e contrastare il cambiamento climatico, nonostante gli impegni internazionali sottoscritti?

“L’Italia è in ritardo sugli impegni internazionali in primis a causa delle scelte del governo che hanno frenato l’attuazione del PNRR sulla specifica missione della Transizione ecologica. Alcuni esempi lo dimostrano: i ritardi negli appalti sulle colonnine di ricarica elettrica, il rinvio di obiettivi che sposta gran parte della spesa al 2026, la carenza di personale nelle amministrazioni e la scelta di ridurre i controlli della Corte dei Conti. E’ un’occasione persa per il Paese. Come Partito Democratico proponiamo un piano nazionale serio per accelerare sulle rinnovabili, investire in comunità energetiche, riqualificazione edilizia e trasporto pubblico sostenibile. Pensiamo che la transizione verde non sia un costo: è lavoro, crescita e meno dipendenza energetica.”

 

Quali sono le proposte dell’opposizione per risolvere le criticità degli ospedali pubblici e garantire tempi di attesa accettabili per tutti i cittadini?

 

“Gli ospedali sono al collasso perché mancano risorse e personale. Lo dicono i numeri: 5,8 milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi, spesso a causa delle liste d’attesa interminabili. Eppure, la spesa sanitaria resta sotto la media europea e OCSE. Il governo riduce gli investimenti, mentre la proposta del Pd è quella di avviare un piano straordinario di assunzioni di medici e infermieri, investimenti che portino la spesa almeno al 7% del PIL e un sistema di monitoraggio nazionale delle liste d’attesa. La salute non può essere un privilegio: deve tornare a essere un diritto universale.”

Quali sono i vostri piani concreti per affrontare l’aumento della criminalità e garantire maggiore sicurezza nelle città, soprattutto nelle periferie?

 

“La destra parla di sicurezza, ma poi non mette risorse. Gli organici delle forze dell’ordine sono insufficienti e senza investimenti è impossibile garantire un presidio efficace del territorio. Noi proponiamo più risorse per rafforzare gli organici e dotare la polizia di strumenti moderni, ma anche un piano sociale per le periferie, dove servono scuole, cultura e opportunità di lavoro. La sicurezza non si garantisce solo con il presidio del territorio , ma anche con più diritti e più presenza dello Stato.”

Come affrontereste la carenza di personale scolastico per garantire un’istruzione di qualità, evitando tagli e disagi per studenti e famiglie?

“Ogni settembre vediamo cattedre scoperte e studenti penalizzati. La verità è che la scuola non è una priorità per questo governo, che continua con tagli e precarietà. Intanto, la pressione fiscale resta al 42,5% – un record dal 2020 – ma le risorse non vengono destinate all’istruzione. Noi proponiamo stabilizzazioni vere del precariato, concorsi rapidi e stipendi dignitosi, insieme a un piano di assunzioni per il personale. La scuola è il futuro del Paese e deve tornare al centro delle scelte politiche.”