Andrea Fiore: “Credere nella Comunità: dai giovani siciliani un nuovo modello di impegno e partecipazione”

Abbiamo intervistato in esclusiva per Prima Stampa Andrea Fiore Presidente di gioventù Nazionale di Messina

Come nasce “Credere nella Comunità” e qual è l’idea che ti ha spinto a trasformare questo messaggio in un percorso condiviso?

“Credere nella Comunità” nasce con l’obiettivo di riunire tutti i giovani che desiderano trasformare il proprio impegno  sia nel mondo universitario che professionale —in un’attività politica territoriale, al servizio della propria comunità.Fortemente radicato nelle province siciliane, in particolare a Catania, il movimento vede tra i suoi fondatori Antonio Toscano, presidente, e Giovanni Magni, consigliere comunale del Comune di Catania. “Credere nella Comunità” è composto da ragazze e ragazzi che, con umiltà, dedizione e impegno autentico — non soltanto esibito sui social — riescono a trasformare le proprie idee in azione concreta.

Si tratta di giovani veri, genuini, mossi da passione e senso civico. Come si può non sentirsi attratti da un movimento così?Io stesso ne sono l’esempio.

Qual è, secondo te, la sfida più grande oggi per ricostruire fiducia e partecipazione nelle nostre comunità locali?

La sfida più grande è ricostruire quel tessuto di valori che pone al centro il merito e il cursus honorum, non l’ostentazione o le forme di prevaricazione che troppo spesso ritroviamo sui social.

Pur non essendo uno studioso delle società contemporanee, credo che la riscoperta del valore del merito permetterebbe alle persone di ritrovare fiducia reciproca e di ripristinare quel dialogo umano, fisico, che oggi è stato sostituito da quello digitale. È una sfida non solo locale, ma globale: un confronto con il predominio dei social, dell’intelligenza artificiale e della continua ricerca della “scorciatoia”.

L’evento di Messina rappresenta un’altra tappa importante del vostro percorso: cosa speri che le persone portino a casa da questo incontro?

Spero che le persone portino con sé il nostro entusiasmo e che, grazie a questo incontro, sempre più giovani possano aderire al nostro movimento, contribuendo a farlo crescere.

In un tempo di divisioni e sfiducia, come si può passare dalle parole ai fatti nel “credere nella comunità”?

Attraverso la ricostruzione di una solida scala di valori e l’impegno concreto sul territorio, fondato sulla leale collaborazione tra cittadini e tra cittadini e istituzioni.

Dobbiamo riportare la comunità — e, in senso più ampio, la Chiesa — al centro del “villaggio”, come punto di riferimento e di unione.

Guardando al futuro, come immagini la comunità ideale a cui aspira questo progetto?

Una comunità capace di unire, oltre ogni steccato politico e barriera sociale. Un luogo dove coltivare la passione per la politica del fare, quella che mette davvero il cittadino al centro del proprio mandato.

Una comunità che non divide, ma accoglie, ascolta e costruisce insieme.