
Palermo chiude da Capitale del Volontariato, ma la solidarietà continua… verso Modena e oltre
Palermo ha chiuso il suo anno da Capitale Italiana del Volontariato con una cerimonia che resterà impressa nella memoria collettiva. Il 6 dicembre 2025, il Teatro Massimo ha accolto istituzioni, associazioni e cittadini per celebrare la conclusione di dodici mesi intensi, segnati da una mobilitazione civica senza precedenti. L’evento non ha rappresentato soltanto la fine di un percorso, ma anche l’inizio di una nuova fase, con il passaggio del testimone alla città di Modena, designata Capitale per il 2026.
A rendere possibile questo anno straordinario è stato il lavoro del Centro Servizi per il Volontariato di Palermo (CESVOP), guidato dalla presidente Giuditta Petrillo. La struttura ha dimostrato come un centro di supporto al Terzo Settore possa trasformarsi in un vero motore di cambiamento sociale, coordinando centinaia di iniziative e coinvolgendo l’intero tessuto associativo cittadino e regionale. La professionalità e la visione strategica del CESVOP hanno permesso di dare coerenza e forza a un programma vasto e articolato, capace di mettere in rete realtà diverse e di amplificare l’impatto delle singole azioni.
Tra i protagonisti di questo anno di volontariato, le Associazioni Volontari Ospedalieri (AVO) della Sicilia hanno avuto un ruolo centrale. Sotto la guida della presidente regionale Cetty Moscatt, si sono distinte per l’impegno quotidiano nel volontariato sanitario e relazionale, incarnando lo spirito di prossimità che è la cifra autentica della solidarietà. La loro presenza costante negli ospedali e nelle strutture di cura ha rappresentato un esempio concreto di come il volontariato sappia farsi carico delle fragilità e restituire dignità e umanità ai momenti più difficili.
La chiusura dell’anno non ha significato un punto fermo, ma piuttosto un rilancio. AVO Palermo, insieme alla Rete Zeromolestie Sinalp, ha annunciato l’evento “Un Sorriso per Natale”, in programma l’11 dicembre presso il reparto Hospice dell’ASP di Palermo. Giunto all’ottava edizione e coordinato dal presidente Andrea Monteleone, l’appuntamento si propone come sintesi di ciò che il volontariato sa generare: musica, gioia, vicinanza. Le orchestre di giovani studenti porteranno note natalizie ai pazienti, mentre enti del Terzo Settore offriranno performance in costumi d’epoca, trasformando la giornata in un momento di festa e condivisione. A rendere ancora più concreto il gesto di solidarietà, la distribuzione di panettoni donati da Todis e da aziende locali ai reparti Hospice e RSA dell’ASP, un segno di attenzione verso chi spesso rischia di essere dimenticato.
La cerimonia al Teatro Massimo ha avuto un ospite d’eccezione: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Con parole profonde, ha elevato il dibattito sul volontariato a una riflessione sul DNA del Paese. “I volontari sono veri e propri patrioti”, ha dichiarato, ricordando gli “angeli del fango” di Firenze e i giovani impegnati nelle ricostruzioni post-sismiche. Ha sottolineato come il volontariato sia una forza sociale, culturale ed educativa, protagonista nell’attuazione dei principi costituzionali di partecipazione e solidarietà. Un patrimonio che, ha detto, accresce il patrimonio morale della nazione.
Queste parole hanno trovato eco nelle dichiarazioni di Andrea Monteleone, presidente di AVO Palermo, che ha ribadito come l’impegno del volontariato sia espressione di una comunità capace di sviluppare valori di coesione sociale, fraternità e vicinanza. La chiusura di Palermo Capitale del Volontariato non è stata dunque un addio, ma una trasformazione: l’eredità di questo anno rimane come capitale sociale e morale permanente per la città.
Il percorso avviato non si interrompe con la cerimonia, ma continua con gesti concreti e iniziative che testimoniano la vitalità del volontariato palermitano. L’evento dell’11 dicembre ne sarà la prova più tangibile e commovente, perché la solidarietà, soprattutto nel periodo natalizio, trova la sua più alta espressione nella vicinanza a chi è più fragile. Palermo lascia così un segno indelebile, consegnando a Modena non solo un titolo, ma un’eredità di valori e di esperienze che raccontano la forza di un Paese quando sa unirsi attorno al bene comune.













