
Lala (IV): L’inganno dei dissalatori milionari, impattanti e superflui. E Schifani rilancia!
Mentre il Presidente Schifani si erge a risolutore dei problemi relativi alla crisi idrica, la Corte dei Conti senza mezze misure bacchetta l’operato della Regione Siciliana relativo alla posa in opera dei dissalatori , che oltre a non coprire il fabbisogno idrico necessario, violano ogni criterio di economicità, e ciò in assenza di alcuna giustificazione tecnica della Regione, relativa al rapporto tra costi e benefici. Quella della Corte dei Conti è una evidente bocciatura, sulla quale occorre vederci chiaro, nell’interesse degli utenti, delle famiglie e delle imprese siciliane. Contemporaneamente, il Commissario straordinario Dell’Acqua informa che il dissalatore di Porto Empedocle, concepito e approvato per essere un impianto mobile, senza alcuna plausibile ragione, senza alcuna istruttoria di natura tecnica, senza alcuna discussione pubblica, diventerà un impianto fisso e sarà addirittura ampliato, con il conseguente impatto che stabilmente graverà sull’ambiente, sulla spiaggia, sul litorale, sulla destinazione turistica e sullo sviluppo di quella importante porzione del territorio empedoclino. Con l’aggiunta del nuovo modulo previsto, si abbandona definitivamente la soluzione iniziale, quella più logica e tecnicamente più corretta, ossia la realizzazione di tale impianto in zona ASI, a est del Porto. Le associazioni ambientaliste e il locale Comitato Mare Nostrum avevano ragione, sin dall’inizio: la realizzazione in zona ENEL è un grande inganno, che danneggia irreparabilmente ogni possibilità di sviluppo turistico, di rispetto dell’ambiente marino, senza alcuna sensibilità verso i cittadini e gli utenti del servizio. Decine di milioni e milioni di euro pubblici investiti e, ancora oggi, non ci è dato sapere quanta acqua sia stata dissalata, la sua qualità ed i costi per gli utenti.
Roberta Lala
Coordinatore Provinciale Italia Viva













