40 anni di Studio Ghibli e l’arte di Hayao Miyazaki

Se parliamo di cinema d’animazione non si può non pensare a Studio Ghibli, la famosa casa di produzione giapponese nota nel mondo che da 40 anni realizza opere straordinarie amate da tutti. Per conoscere la sua storia affascinante bisogna leggere “Studio Ghibli – l’animazione utopica e meravigliosa di Miyazaki e Takahata”, un saggio di Enrico Azzano e Andrea Fontana che è il miglior testo realizzato in Italia sull’argomento (380 pagine, Edizioni Bietti).

Il libro ha anche il contributo di 18 esperti e l’intervento dei registi Jurij Norstejn e Tomm Moore che raccontano l’importanza di Studio Ghibli nella storia del cinema, con un’approfondita analisi sui 26 film prodotti dal 1985 a oggi (non solo la vita artistica dei due straordinari fondatori Hayao Miyazaki e Isao Takahata ma anche gli altri autori che hanno permesso il successo di  Studio Ghibli – vincitore di 2 premi Oscar per ‘La città incantata’ e ‘Il ragazzo e l’airone’ -, insieme a molti altri riconoscimenti per Miyazaki che è considerato unanimemente il più grande regista d’animazione e per il suo collega Takahata).

Secondo Massimo Soumaré si possono “suddividere le varie pellicole dello Studio Ghibli in tre gruppi: il primo composto dai film dove prevalgono i motivi storici, il secondo da quelli che trattano la tradizione o il folklore dell’arcipelago nipponico, con un terzo gruppo che presenta contemporaneamente i due elementi”, mentre Matteo Boscarol evidenzia “il rapporto tra individuo e massa, tra tempo storico e tempo personale e per estensione fra responsabilità e libertà individuale in rapporto a determinati e tragici avvenimenti storici”. Se Miyazaki è sinonimo di avventura, Takahata colpisce lo spettatore per l’introspezione psicologica dei personaggi ed entrambi da pacifisti condannano la guerra, ci invitano alla salvaguardia dell’ambiente e alla ricerca di un’armonia tra natura e cultura grazie alla conoscenza di sé.

Per apprezzare meglio l’arte di Miyazaki e capire la sua poetica va segnalato “Il viaggio di Shuna”, un meraviglioso manga del 1983 composto da 147 tavole dipinte con colori ad acquerello dove la protagonista è Shuna, una principessa forte e coraggiosa che parte alla ricerca di spighe dall’incredibile fertilità per evitare che il suo popolo muoia di fame. Il manga ci parla del rapporto tra popolo oppresso e oppressore attraverso una storia emozionante che, per character design e tematiche, è affine al manga/film “Nausicaa della Valle del vento” e a “Principessa Mononoke”. Un plauso va alla Bao Publishing per aver reso disponibile in Italia il manga, sinora inedito, in un’edizione ben curata.

Lunedì 5 gennaio ricorre l’85° compleanno di Miyazaki e Rai 3 propone in prima visione ‘Il ragazzo e l’airone’ (mentre su RaiPlay è possibile vedere l’intera serie restaurata ‘Il fiuto di Sherlock Holmes’, una coproduzione italogiapponese del 1984 da lui diretta).