Omicidio in ospedale – Ucciso da un altro ricoverato con la sponda del letto

Un pomeriggio qualunque si è trasformato in un incubo all’interno dell’ospedale “San Camillo De Lellis” di Rieti. Qui, la violenza ha fatto irruzione nel cuore del reparto SPDC – Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, lasciando dietro di sé morte e sgomento.

I fatti

Erano circa le 18 di ieri, mercoledì 21 gennaio, quando, secondo le ricostruzioni, un giovane paziente di 21 anni, di origine rumena, avrebbe dato sfogo a una furia improvvisa e incontrollabile. Si è scagliato contro un altro degente colpendolo alla testa più volte con una sponda di metallo del letto. La vittima, un uomo di 72 anni residente a Rieti, non ha avuto scampo dall’assalto brutale.

Un’azione violenta di pochi attimi

Tutto si sarebbe consumato in una manciata di secondi. Un tempo troppo breve perché il personale sanitario presente riuscisse a fermare l’escalation di violenza che stava verificandosi nel reparto. Quando si è tentato di intervenire, la tragedia era già compiuta.

Intervento immediato delle forze dell’ordine

L’allarme ha fatto convergere rapidamente sul posto i Carabinieri del Nucleo Investigativo della Compagnia di Rieti, sotto il coordinamento del colonnello Marra. I militari hanno immobilizzato l’aggressore e dato immediato avvio alle indagini, nel tentativo di fare luce su una dinamica ancora avvolta da molti interrogativi. Alla base di questo episodio ci sarebbe un discussione tra i due che, come detto, è degenerata all’estremo.

Il reparto è stato isolato, mentre l’autorità giudiziaria ha avviato tutti gli accertamenti del caso. Si attendono ora prese di posizione ufficiali sia dall’azienda sanitaria (che non ha rilasciato dichiarazioni), sia dagli organi inquirenti. Questo dramma riapre con violenza una ferita mai rimarginata: la sicurezza nei reparti psichiatrici. Luoghi fragili nei quali operatori e pazienti convivono ogni giorno con il rischio, la sofferenza e con l’imprevedibilità, spesso senza tutele sufficienti.

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