
In esclusiva per Prima Stampa, vi presentiamo le dichiarazioni del Sindaco di Porto Palo, Rachele Rocca, che ci parla dei danni causati dal ciclone Harry.
Negli ultimi giorni il territorio di Portopalo di Capo Passero è stato colpito da una violenta e prolungata ondata di maltempo, caratterizzata da mareggiate eccezionali, vento impetuoso e precipitazioni intense, che hanno causato danni diffusi e gravissimi. Il ciclone “Harry” ha messo in ginocchio infrastrutture pubbliche e private, colpendo abitazioni, attività produttive, impianti, strade e servizi essenziali, con effetti che continuano ad emergere man mano che proseguono le verifiche tecniche.
Il colpo più duro è stato inferto al Porto, cuore economico e produttivo della comunità. Le mareggiate hanno provocato dissesti strutturali rilevanti al molo e alle opere di banchina, con cedimenti, infiltrazioni e compromissioni tali da rendere necessaria l’interdizione totale dell’area per motivi di sicurezza. Una situazione che ha di fatto bloccato l’attività della marineria e messo a rischio il lavoro e il reddito di centinaia di famiglie, con ricadute immediate sull’intero tessuto sociale ed economico del territorio.
Fin dalle prime ore dell’emergenza, l’Amministrazione Comunale ha attivato il Centro Operativo, con un lavoro straordinario sul territorio da parte del Gruppo Comunale dei Volontari di Protezione Civile, guidato da Antonino Rocca, impegnato senza sosta nella tutela della popolazione per oltre 48 ore consecutive, giorno e notte, e nei giorni successivi. Ho avviato, tramite gli uffici, le procedure di somma urgenza e mantenuto un costante e diretto raccordo con la Regione Siciliana e con il Governo Nazionale, rappresentando con chiarezza la portata dei danni e la necessità di interventi straordinari.
In questo percorso, ho riscontrato attenzione, vicinanza e disponibilità istituzionale da parte dei livelli regionali e nazionali. Nella giornata di ieri ho accolto sul territorio il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, e il Deputato Nazionale Luca Cannata, che hanno potuto constatare personalmente la gravità della situazione e i danni subiti dal Porto e dalle infrastrutture strategiche. La loro presenza rappresenta un segnale concreto di attenzione verso Portopalo di Capo Passero e rafforza il lavoro in corso per l’attivazione di misure straordinarie di sostegno e ricostruzione.
Sono attualmente in corso indagini tecniche, anche subacquee e geologiche, per definire con precisione il quadro del dissesto e quantificare le risorse necessarie alla messa in sicurezza e alla ricostruzione.
Il Porto non è solo un’infrastruttura: è lavoro, identità e futuro per Portopalo di Capo Passero. Oggi è ferito, ma la comunità è determinata a rialzarsi. Servono risposte rapide, risorse adeguate e tempi certi per passare dall’emergenza alla ricostruzione e restituire sicurezza e prospettive a un territorio che vive di mare. In questo momento circa la metà della popolazione rischia di rimanere senza lavoro: una situazione drammatica e complessa alla quale stiamo lavorando senza sosta, con responsabilità e determinazione.















