
Il distretto giudiziario di Catania continua a collocarsi tra i territori italiani più esposti ai fenomeni della devianza minorile, con dati che assumono dimensioni allarmanti e un’incidenza tra le più alte del Paese in rapporto alla popolazione.
A lanciare l’allarme è Giovanni Dipietro, presidente facente funzione della Corte d’appello, nella relazione per l’inaugurazione dell’Anno giudiziario del Distretto etneo.
Dispersione scolastica e criminalità: un legame diretto
Secondo Dipietro, gli elevatissimi tassi di devianza giovanile sono strettamente correlati ai gravi livelli di abbandono e dispersione scolastica, che interessano migliaia di bambini e adolescenti tra i 6 e i 18 anni. Un fenomeno che alimenta il lavoro nero e le fila della criminalità comune e organizzata, maturando spesso in contesti sociali fortemente degradati e sotto il controllo delle organizzazioni criminali.
“Il distretto – ha sottolineato Dipietro – registra livelli di dispersione scolastica che lo pongono ai vertici nazionali, così come i numeri della devianza minorile, da Guinness dei primati”.
Le iniziative del Tribunale per i minorenni
Il presidente ha ricordato il ruolo centrale del Tribunale per i minorenni di Catania, osservatorio privilegiato delle dinamiche familiari, sociali e criminali del territorio. Negli ultimi anni è stato rafforzato il dialogo con le istituzioni e avviate numerose iniziative, tra cui l’accordo interistituzionale del 15 gennaio 2021 per la prevenzione della devianza giovanile e la nascita dell’Osservatorio di monitoraggio della condizione minorile in Prefettura.
Tra le azioni indicate per contrastare un fenomeno reso ancora più grave dalla crisi economica post-emergenza sanitaria, Dipietro ha citato anche l’utilizzo mirato dei benefici economici e previdenziali come strumenti per combattere la povertà educativa e ridurre la dispersione scolastica.















