Giuseppe Milazzo, da Caltagirone alle Madonie: l’astrofisica d’eccellenza prende forma al GAL Hassin

 

Una nuova generazione di ricercatori dell’Università degli Studi di Palermo si sta affermando nel panorama dell’astrofisica grazie all’utilizzo di strumenti tecnologicamente avanzati e a un contesto di ricerca unico nel Mediterraneo. È il caso di Giuseppe Milazzo, 26 anni, originario di Caltagirone, dottorando in Scienze Fisiche e Chimiche che svolge la sua attività di ricerca presso il GAL Hassin – Centro Internazionale per le Scienze Astronomiche, situato a Isnello.

Nell’ambito dell’iniziativa NExtGenerationEU, nell’ottobre 2024 la Fondazione GAL Hassin ha stipulato una convenzione con l’Università degli Studi di Palermo, garantendo il cofinanziamento di una borsa di studio per il Dottorato di Ricerca in Scienze Fisiche e Chimiche (40° ciclo, anno accademico 2024/2025). Milazzo, vincitore della borsa, sta sviluppando un progetto di ricerca di grande ambizione scientifica, sfruttando appieno le potenzialità dei telescopi del centro.

Un’esperienza unica tra osservazione e ricerca di punta

Nel cuore delle Madonie, Giuseppe Milazzo vive un’esperienza rara nel percorso accademico di un dottorando. Il suo lavoro si basa sull’utilizzo diretto di strumenti di osservazione astronomica di grande valore: il Wide-field Mufara 

Telescope (WMT), un telescopio a grande campo da 1 metro di diametro situato su Monte Mufara, e il Galhassin Robotic Telescope (GRT), da 40 centimetri, anch’esso a grande campo.

«L’esperienza di un dottorando – spiega Milazzosolitamente si limita all’analisi dei dati. La parte osservativa, l’organizzazione di campagne osservative e l’uso diretto dei telescopi non sono quasi mai parte integrante del percorso di studi. La mia borsa è speciale perché mi permette di vivere tutto questo in prima persona: il WMT è un vero gioiello tecnologico».

Il progetto di tesi, supervisionato da Giuseppina Micela, Mario Guarcello e Victor Almendros Abad dell’INAF – Osservatorio Astronomico di Palermo, con Alessandro Nastasi come tutor per la Fondazione GAL Hassin, si concentra sullo studio di tre differenti ambienti di formazione stellare. L’obiettivo è comprendere come le caratteristiche ambientali influenzino i processi che p

ortano alla nascita delle stelle.

Accanto alla ricerca scientifica, Milazzo ha anche un ruolo strategico per il futuro del centro: la strutturazione ottimale del database del GAL Hassin. Il lavoro porterà alla creazione di un archivio storico dei dati osservativi, pensato per supportare e ottimizzare le future campagne di osservazione, soprattutto in caso di riscoperta di oggetti già studiati in passato.

Un’esperienza che unisce formazione, innovazione e visione a lungo termine, confermando il GAL Hassin come polo di riferimento per l’astrofisica nel Mediterraneo e come luogo privilegiato per la crescita della nuova generazione di scienziati.