Sonia Hamza:Cuore, talento e la magia di crederci sempre.

Abbiamo intervistato in esclusiva per Prima Stampa Sonia Hamza , classe ’91, siciliana con origini nordafricane, è presentatrice, speaker radiofonica e aspirante attrice. Dopo aver iniziato la sua carriera nel marketing e nell’organizzazione di eventi, ha scoperto la sua vera passione: lo spettacolo e il contatto con il pubblico. Ha condotto programmi televisivi locali, partecipato a produzioni teatrali e cinematografiche indipendenti, affinando giorno dopo giorno la sua presenza scenica e la capacità di emozionare chi la segue.Determinata e creativa, Sonia non smette mai di imparare, di sperimentare e di inseguire i suoi sogni. Per lei il mondo dello spettacolo non è solo un lavoro, ma un abito da vivere, modellare e far brillare ogni giorno. E ogni volta che sale sul palco, lo fa con il cuore aperto, pronta a trasformare ogni momento in un ricordo indimenticabile.

Qual è stato l’evento o lo spettacolo che più ti ha segnato nel tuo percorso artistico?

Non ce n’è uno soltanto. Ogni esperienza del mio percorso ha avuto un significato e mi ha lasciato qualcosa. Sicuramente uno dei momenti più emozionanti è stato salire sul palco e condividere la conduzione con colleghi già affermati, come Salvo La Rosa. In quell’istante ho sentito una consapevolezza nuova: mi sono sentita profondamente grata e orgogliosa di me stessa, soprattutto pensando alla strada che avevo fatto per arrivare fin lì.

Come concili il tuo lavoro con l’essere mamma?

Essere madre non toglie nulla alla mia vita, anzi la arricchisce. Certo, mi porta a correre di più e a organizzare meglio il tempo, ma il collante di tutto è l’amore. Ho sempre creduto che conti più la qualità del tempo che la quantità. Mia figlia ha 17 anni e spesso mi aiuta e mi sostiene: anche questo rende tutto più semplice e speciale.

Quali sono le sfide più grandi che hai incontrato nel mondo dello spettacolo palermitano?

Non mi piace catalogare le sfide come ostacoli, perché in realtà sono state occasioni di crescita. A volte la disorganizzazione di certi contesti mi ha insegnato a trovare soluzioni rapidamente e a rafforzare la mia capacità di adattamento. Un’altra difficoltà può essere il pregiudizio: essere una ragazza carina, a volte, ti costringe a lavorare il doppio per dimostrare il tuo valore. Con il tempo però quei pregiudizi iniziali hanno lasciato spazio all’affetto e alla stima di molti colleghi, e questo per me ha un valore enorme. Ho sempre creduto nella sinergia e nel fare squadra, soprattutto tra donne. Purtroppo non sempre succede, e questo mi dispiace, ma non smetto di crederci.

C’è un ruolo teatrale o un format televisivo che sogni di interpretare o condurre in futuro?

Sì, ne ho in mente diversi. Mi considero una conduttrice pop e mi piacerebbe riportare in televisione, con un linguaggio attuale, lo spirito dei grandi programmi vintage della mitica Raffaella Carrà. Credo molto nella ciclicità: come accade per la moda, prima o poi tutto torna. Mi piacerebbe aprire la sigla di un mio programma magari ballando, con un corpo di ballo, e portare idee brillanti capaci di coinvolgere i giovani ma anche chi ama la nostalgia della grande televisione. E se devo dirne uno in particolare… mi piacerebbe tantissimo condurre un nuovo Festivalbar, magari affiancata da altre donne.

In che modo la tua identità e le tue origini influenzano la tua creatività e il tuo stile artistico?

Molto. La mia creatività nasce dall’autoironia, dalla sensibilità, dall’empatia e dalla capacità di non prendermi troppo sul serio. Mi piace essere camaleontica: dico sempre che non sono mai la stessa, perché non voglio che il pubblico si stanchi. Essere “mezzo sangue” è una dualità che porto dentro, così come essere del segno dei Gemelli. Sono piccole cose che mi ricordano che posso essere tante sfumature diverse: il bianco e il nero, la leggerezza e la profondità, a seconda del momento e dell’ispirazione.

Ripercorrendo il tuo percorso, quali sono state le tappe più significative che hanno contribuito alla tua crescita personale e professionale?

Tutte! Nessuna esclusa. La gavetta è stata fondamentale, e credo che non debba mai mancare a nessuno. Ricordo ancora i primi anni, quando prima di iniziare a condurre mi occupavo di management. Un giorno, dopo aver chiuso una data per un artista, mi sono trovata a fare da road manager, accompagnarlo, salire sul palco per presentarlo e poi rimontare in macchina per riportarlo a casa. Tutto da sola, cambi di abiti compresi! È stato divertente, ma soprattutto ho imparato tantissimo. Tutti mi dicevano: “Sei pazza”, e io pensavo: meglio pazzi che noiosi.

Nel tempo, come senti che il tuo lavoro e la tua visione si siano evoluti, e quali cambiamenti ti hanno maggiormente influenzata?

Il mio lavoro si è evoluto perché oggi sento davvero di far parte di questo mondo. Continuo a studiare: mi sono iscritta all’università al DAMS per certificare le mie competenze e per continuare a innamorarmi, ogni giorno, del mio lavoro. Ho imparato a sentire la responsabilità in tutto ciò che faccio. Un settore che mi ha sempre affascinata è il cinema: ho avuto la fortuna di parteciparvi anche se in piccoli ruoli, e spero di sperimentare ancora. Credo che scegliere il lavoro della propria vita sia come scegliere un abito da sposa: lo riconosci subito, poi lo adatti su misura. Per me il mondo dello spettacolo è quell’abito. Ogni giorno capisco quali modifiche apportare: si può sempre migliorare e, passo dopo passo, renderlo perfetto.

Guardando al futuro, quali sono i progetti o gli obiettivi su cui stai concentrando le tue energie e cosa ti entusiasma di più di questa nuova fase?

Non voglio precludermi nulla. Spesso mi viene detto: “Sonia, concentrati su una cosa alla volta”. E io rispondo: sì, quando faccio una cosa mi dedico completamente, ma voglio poter fare tante cose insieme. Mi annoio facilmente se mi fermo. Questa estate aprirò il mio piccolo anfiteatro in città, URBIS, uno spazio aperto soprattutto alle associazioni di persone con disabilità, agli artisti e a chiunque voglia respirare arte e cultura. Sarà un luogo di condivisione, dove incontrare artisti e il pubblico, un progetto che mi entusiasma moltissimo e in cui metterò tutta la mia energia.( folle, come sempre !)