L’efficientamento energetico nelle scuole romane non decolla

La grande illusione

Ci sono le brochure piene di sole, con pannelli fotovoltaici e caldaie a condensazione che promettono miracoli. Poi c’è la scena vera: cantieri assenti, lavori col freno a mano tirato, scuole sospese in uno spietato meccanismo amministrativo/burocratico. È questo lo sconfortante quadro della transizione ecologica nell’edilizia scolastica di Roma. Lo dicono i numeri e i resoconti ufficiali arrivati dopo mesi di attese, verifiche e rinvii.

Oltre un anno fa il tono era ben diverso, con annunci, conferenze e promesse. Il Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) stanziava 200 milioni di euro per rendere 111 scuole romane più efficienti dal punto di vista energetico. Un piano ambizioso, quasi visionario. Ma, dalla carta ai cantieri, l’entusiasmo dev’essersi smarrito da qualche parte tra un ufficio e l’altro.

Dalla teoria alla pratica: un percorso a ostacoli

Progetti e intenti illustrano interventi sensati: infissi, pannelli fotovoltaici, illuminazione LED, miglioramento dell’isolamento termico. Tutte misure pensate per ridurre i consumi e rendere le scuole più confortevoli. Nella realtà, però, l’avanzamento dei lavori assomiglia a una corsa con pause infinite. Secondo l’ultimo monitoraggio discusso in Commissione lo scorso marzo, molti progetti sono ancora fermi alla progettazione o alla fase di gara. Alcuni non si sono mossi di un millimetro malgrado i finanziamenti assegnati.

La situazione a marzo

Secondo gli ultimi dati resi disponibili nello scorso marzo ci sono dei Municipi che stanno portando avanti i lavori secondo le tabelle di marcia. Altri invece, sarebbero frenati da diverse difficoltà. È interessante allora approfondire nel dettaglio quanto è risultato a marzo, sperando che intanto qualcosa si sia mosso con maggiore celerità.

Il Municipio X sembra quasi un’oasi di efficienza: 4 cantieri su 6 sono partiti o già conclusi, con oltre 27 milioni di euro investiti.

Nel II Municipio qualcosa si muove: 5 interventi su 9 sono effettivamente partiti.

Poi però arrivano i casi che riportano tutti coi piedi per terra

Per il Municipio VIII sono solo 3 su 7 gli interventi avviati.

Nel Municipio VI la complessità degli edifici ha rallentato ogni programma. Così adesso, l’obiettivo (ottimistico) è aprire i primi cantieri entro l’estate.

Altri scenari sono ancora più surreali

III Municipio: non è avviato alcun cantiere, perché l’impresa vincitrice ha perso i requisiti.

Il IV Municipio presenta una situazione peggiore: due lavori sono stati addirittura sospesi e il contratto annullato per gravi problemi legati alla sicurezza sul lavoro.

Municipio V: non esiste progettazione esecutiva per nessuno dei 7 interventi previsti.

E nel Municipio XV, nonostante i progetti approvati, le ruspe restano un oggetto teorico: nei 7 edifici interessati non se n’è vista neanche una.

Il silenzio dei Cantieri e l’apnea degli uffici

A provocare lo stallo non ci sono solo scartoffie lente, ma problemi concreti. Imprese inadempienti, carenza di tecnici negli uffici municipali, una macchina amministrativa che fatica a coordinare tutte le fasi del processo. Le commissioni consiliari hanno già segnalato il rischio più paradossale: fondi disponibili e inutilizzati perché le procedure non sono al passo con le promesse.

La cura è: accelerare, snellire, coordinare meglio. Col supporto dei presidenti municipali, si prova a spingere il passaggio dalle gare ai cantieri. Ma se nelle intenzioni sembra semplice, nella pratica lo è di meno.

L’assessorato ai Lavori Pubblici esorta alla pazienza

Ornella Segnalini, assessora capitolina ai Lavori Pubblici, invita famiglie e dirigenti scolastici alla pazienza. La transizione ecologica, ricorda, è un processo complesso e richiede tempi tecnici. Gli uffici tecnici devono occuparsi contemporaneamente di CIS, PNRR e di altre grandi operazioni pubbliche. Un sovraccarico che rallenta ogni procedura.

Segnalini ha ragione, ma viene da pensare che tutto ciò si sapeva anche prima di avviare il Piano di efficientamento energetico, no?

Accelerare i lavori (ce la mettiamo tutta)

Dalle Commissioni Scuola e Lavori Pubblici l’assicurazione è del pieno sostegno al Dipartimento per accelerare i lavori. (E ci mancherebbe pure). Nelle scuole, va attuata “la rivoluzione verde”, dicono. Va migliorato il comfort termico e l’efficienza energetica, perché vuol dire investire sulla qualità della didattica e sul benessere degli studenti. Parole belle e condivisibili ma i cantieri fermi mostrano il contrario.

Grande progetto, molte difficoltà

Gli stanziamenti del CIS sono parte del piano più ampio che coinvolge risorse nazionali e europee per migliorare l’efficienza energetica delle scuole romane. È uno degli investimenti più rilevanti degli ultimi anni per l’edilizia scolastica della capitale. E in effetti qualche lavoro procede, qualche edificio cambia davvero volto. La mappa dei cantieri bloccati racconta però un’altra storia. Quella di una città che sogna la transizione ecologica, ma continua a inciampare nei suoi stessi meccanismi amministrativi.

Insomma, Roma corre verso “il verde”, ma secondo i commenti più sarcastici: “sembra ancora impegnata a cercare le chiavi del cantiere”.

Foto: museodeibambini.it