

Esistono eventi che durano solo una giornata ma che pur finendo continuano a vibrare nella memoria collettiva come la grande rappresentazione del Naro Passion Day 2026 – andato in scena domenica 19 aprile nella Casa ContemplAttiva di Naro, appartiene senza dubbio ad uno dei più grandi eventi di unione collettiva . Otto ore intense di Sacre Rappresentazioni, incontri, testimonianze e un’umanità condivisa che ha superato i confini geografici per diventare comunità.
Da Caltanissetta , Agrigento, Enna , Messina, Trapani Agrigento,Palermo , Gela: la Sicilia si è ritrovata. Ma tra i volti, le storie e le emozioni, uno sguardo registico ha saputo lasciare un segno preciso, riconoscibile, quasi necessario. È quello di Stefano Rizzo, regista e attore piazzese ma vive a Gela, ha quarant’anni, anima profondamente radicata nella tradizione, capace di trasformare ogni rappresentazione in un’esperienza viva.
Rizzo non è nuovo a questi palcoscenici dell’anima. Noto in tutta la Sicilia per la direzione della Sacra Rappresentazione vivente della Passione di Cristo a Pergusa (Enna), nel 2024 ha firmato regia e interpretazione vestendo i panni di Gesù, in collaborazione con la Confraternita del Santissimo Crocifisso di Pergusa, custode di una tradizione che si rinnova senza mai perdere la propria identità. Il suo teatro non è mai esercizio estetico fine a sé stesso: è ricerca, è tensione tra memoria e contemporaneità, è scelta consapevole di “restare” quando sarebbe più facile semplificare.
E questa cifra stilistica si è percepita tutta anche a Naro.
Ogni compagnia ha rappresentato un momento preciso della passione , morte e Resurrezione di Cristo.
Tra tutte le compagnie teatrali quella di Stefano Rizzo (in rappresentanza della confraternita del Ss. Crocifisso di Pergusa) ha allestito “La voce di Maria “che ha seguito la scena della cena di Betania e preceduto quella dell’ ultima cena
La squadra di Stefano ha rappresentato un momento di alto sentimento , soprattutto femminile attraverso la voce di Maria e Maria Maddalena; uno sfogo emozionale che ha preparato la successione degli eventi seguenti che narrano degli ultimi giorni della vita di Gesù.
La sua compagnia – un gruppo compatto, generoso, profondamente umano – ha portato in scena non solo una rappresentazione, ma una visione. Accanto a lui, volti e talenti che danno corpo e respiro a questo percorso: e
Matteo Federico ( voce narrante)
Manuel Scarano (Gesù )
Anna Bonafede ( Maria )
Maria Giannone ( Maria Maddalena)
Elvis marinaro ( Giovanni )
Paolo Giannone ( Giuda)
Borina Scicolone ( Maria di Cleofa)
Donne ( Gabriella Giandinoto, Anna Vasta , Maria scimè ) e tanti altri, in un intreccio corale che supera i singoli nomi per diventare organismo vivo.
Non è un caso che proprio i giovani siano stati il cuore pulsante di questa edizione. Non “il futuro”, come troppo spesso si dice, ma un presente che chiede spazio, ascolto, responsabilità. Nei loro occhi, nei loro gesti, si è incarnata quella parola scelta come filo conduttore dell’evento: speranza. Una speranza esigente, una speranza che chiede di essere difesa.
E difendere significa anche resistere. Lo ha ricordato con forza il sentimento condiviso da tutti i partecipanti, rilanciato dalle parole di ringraziamento rivolte a Massimiliano Arena, presidente dei ContemplAttivi di Naro, e alla sua instancabile squadra. Un lavoro organizzativo immenso, portato avanti “nonostante tutto”, che rende possibile ogni anno questo incontro tra comunità, linguaggi e sensibilità diverse.
Perché è proprio nel confronto – anche semplice, anche imperfetto – che nasce la scintilla. Quella che dà slancio, che alimenta la resistenza culturale, che protegge un’identità senza irrigidirla.
Il teatro, in fondo, insegna proprio questo: a restare. A non fuggire davanti alla complessità. A sedersi dentro le domande.
Il Naro Passion Day si è concluso, sì. Ma solo formalmente. Perché ciò che è accaduto tra quelle mura continua a camminare nelle persone che c’erano, nelle parole non dette, negli sguardi incrociati.
E nel lavoro di artisti come Stefano Rizzo e la sua compagnia, che non cercano applausi facili, ma verità condivise.
Il sipario si è abbassato.
Ma non è una fine.
È solo il respiro prima della prossima scena.























