
Il Piano Urbano Integrato (Pui) del quartiere ex Matrice – Sant’Agostino, finanziato con quasi 8 milioni di euro nell’ambito del PNRR, al centro del seminario sugli scenari post-piano nella Capitale.
ROMA – I riflettori della pianificazione urbanistica nazionale si sono accesi su Caltagirone. Durante il seminario “Scenari post-Pnrr”, tenutosi a Roma con la partecipazione della Fondazione IFEL e di diversi atenei italiani, il Piano Urbano Integrato (Pui) che sta trasformando il quartiere ex Matrice – Sant’Agostino è stato presentato come un modello di riferimento per la sua valenza sociale e multifunzionale.
Un investimento per il futuro del territorio
L’intervento, attualmente in avanzata fase di realizzazione, beneficia di un finanziamento di 7.943.180,00 euro ottenuto dal Comune di Caltagirone attraverso i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Il progetto tecnico porta la firma della Facoltà di Architettura di Siracusa, a testimonianza di una sinergia tra enti locali e mondo accademico volta alla massima qualità progettuale.
Oltre il restyling: un approccio polifunzionale
Il sindaco di Caltagirone, Fabio Roccuzzo, intervenuto durante i lavori a Roma, ha sottolineato come il Pui Sant’Agostino non sia una semplice operazione di “maquillage” urbano. L’obiettivo è più profondo e mira a:
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Valenza Sociale: La creazione di un centro di quartiere dedicato all’incontro tra giovani e anziani.
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Ripopolamento: Incentivare il ritorno dei residenti in un’area storica a lungo trascurata.
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Servizi di Prossimità: Nuova illuminazione, aree pedonali, un belvedere e una piazza totalmente rinnovata.
Una nuova visione turistica
Uno degli aspetti più innovativi del progetto riguarda il supporto logistico al Museo Regionale della Ceramica. Il piano prevede infatti la realizzazione di un parcheggio dedicato ai bus turistici, una mossa strategica che promette di rivoluzionare il flusso dei visitatori.
“Il Pui Sant’Agostino inverte per la prima volta le modalità di fruizione turistica della città”, ha dichiarato il sindaco Roccuzzo. “Non più soltanto un percorso dal basso verso l’alto, ma una nuova accessibilità che parte dall’alto verso il basso, integrando perfettamente cultura, accoglienza e vivibilità urbana”.
L’intervento si configura dunque come una sfida vinta per la città, capace di trasformare le risorse europee in un volano di sviluppo concreto e inclusivo per l’intera comunità caltagironese.
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