
La delusione
Donald Trump, in vena di riflessioni geopolitiche da salotto (quello ovale, ovviamente), ha lasciato intendere che i soldati americani potrebbero presto fare le valigie anche da Italia e Spagna. Alla domanda dei giornalisti, la risposta è stata più o meno: sì, perché no? Tanto, a sentir lui, l’Italia non si è fatta vedere e la Spagna è stata addirittura “terribile”. Un concetto che nel dizionario trumpiano, è una via di mezzo tra una delusione amorosa e una recensione a una trattoria deludente.
Lui voleva solo un appoggio concreto contro l’Iran
Dopo aver già accennato a un possibile ridimensionamento delle truppe in Germania, il presidente ha deciso di allargare il campo e distribuire qualche stoccata anche ad altri alleati NATO, colpevoli, a suo dire, di essersi dileguati proprio quando servivano. “Almeno potevano dirlo con garbo”, sembra il sottotesto, come se si trattasse di declinare un invito a cena e non di una guerra internazionale.
Noi per l’Ucraina c’eravamo… (E infatti ha obbligato a comprare armi USA)
Trump rivendica: noi vi abbiamo dato una mano con l’Ucraina, oceano o non oceano. Quando invece era il nostro turno di ricevere supporto? Silenzio radio. Anche se, precisa lui stesso, in fondo non ne avevano davvero bisogno: era più una prova del nove, una specie di test di lealtà in stile reality show. Ma il risultato è stato: “Non vogliamo essere coinvolti”.
Lo Streto di Hormuz? A noi nemmeno serve
Poi arriva il capitolo Stretto di Hormuz, citato con una certa nonchalance: noi non lo usiamo nemmeno, dice Trump, quasi fosse una tangenziale qualsiasi. Solo che da lì passa circa un quinto del petrolio mondiale, ma evidentemente sono dettagli trascurabili.
Una bacchettata anche alla Germania
Nel frattempo, via social, arriva anche un avvertimento alla Germania: stiamo pensando di ridurre le truppe pure lì. Decisione in arrivo. Tutto ciò con un tempismo perfetto, visto che il cancelliere Friedrich Merz aveva appena criticato gli Stati Uniti per la gestione del confronto con l’Iran. Aveva parlato senza troppi giri di parole di “umiliazione” e di una strategia… diciamo creativa.
Merz, infatti, non ha risparmiato osservazioni pungenti: “gli iraniani sono bravissimi a negoziare, o meglio, a non negoziare affatto. Gli americani? Viaggiano, incontrano, ripartono… Risultato: zero. Una specie di turismo diplomatico. E poi la stoccata finale: “Gli Usa sono stati umiliati da Teheran, che hano sottovalutato. Ora sono in difficoltà coi negoziati”. Entrare nei conflitti è facile, uscirne molto meno. Afghanistan e Iraq docet. Quanto alla strategia attuale degli Stati Uniti, Merz ammette candidamente di non vederla.
Foto: adnkronos.com























