Caltagirone, polizia locale scopre un sito privato per smaltimento illegale di rifiuti

Smaltimento fai da te

Potrebbe definirsi smaltimento creativo, ma qui si è passati direttamente al “fai da te” ambientale, con risultati decisamente poco green. A mettere fine all’improvvisata gestione dei rifiuti ci ha pensato la polizia locale di Caltagirone, che ha fermato tre uomini di 51, 29 e 27 anni, tutti del posto. Il gruppetto è accusato di aver trasformato un terreno privato in una sorta di inceneritore abusivo.

L’operazione non è nata per caso, ma rientra in un piano più ampio con cui gli agenti cercano di arginare il fenomeno. Un malcostume purtroppo diffuso, dell’abbandono e dello smaltimento illegale dei rifiuti. Dopo giorni di osservazioni pazienti, gli investigatori hanno individuato un’area recintata dove finiva di tutto: materiali caricati su un autocarro, scaricati e poi dati alle fiamme senza troppi scrupoli.

L’aiuto arriva dal cielo

A dare una mano non solo appostamenti e pedinamenti, ma anche la tecnologia: un drone ha sorvolato la zona, documentando movimenti e attività sospette. Il momento decisivo è arrivato quando i tre sono stati sorpresi sul fatto, mentre stavano per raggiungere il sito in contrada Costabaira con un nuovo “carico” da smaltire.

In attesa di giudizio

A quel punto, il passo è stato breve: arresto in flagranza e trasferimento ai domiciliari, su disposizione del sostituto procuratore Maria Beatrice Simonetti. Sotto sequestro sono finiti il terreno di circa 4.400 metri quadrati e il mezzo utilizzato per il trasporto dei rifiuti.

Una micro-cooperativa dell’illegalità

Secondo le prime ricostruzioni, i tre si occupavano dell’intero ciclo. Dalla raccolta al trasporto fino alla “soluzione finale”, cioè la combustione sul posto, in un’area riconducibile a uno degli indagati. Le accuse non sono leggere: gestione non autorizzata, trasporto illecito e combustione di rifiuti. Insomma, anche il danno ambientale è da mettere in conto!

Intanto le indagini, coordinate dal comandante Domenico Martino, vanno avanti: non si esclude che dietro questa attività ci sia qualcosa di più ampio. Per ora, però, una certezza c’è: l’idea di risolvere tutto con un fiammifero non ha convinto nessuno, tantomeno le forze dell’ordine. E meno male!

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