Francesco Spicola:Memoria e identità: Casteltermini riscopre Giovanni Agostino De Cosmi

Abbiamo intervistato in esclusiva per Prima Stampa Francesco Spicola, che parla dell’evento ‘Il vero volto del De Cosmi.

In occasione della cerimonia di apertura delle celebrazioni dedicate a Giovanni Agostino De Cosmi, quali obiettivi culturali e commemorativi si propone di raggiungere il comitato organizzatore insieme alle associazioni promotrici?

«L’obiettivo è sostanzialmente uno: dare lustro a un pilastro del pensiero e della cultura siciliana, figlio della nostra comunità di Casteltermini. In occasione dei trecento anni dalla nascita abbiamo voluto celebrare la sua figura con questa cerimonia di apertura che darà il via alle manifestazioni dedicate a De Cosmi, promosse dai vari enti in collaborazione con il Comune di Casteltermini. Personalmente mi sento di ringraziare la Pro Loco per lo slancio che sta dando all’organizzazione dei vari eventi in occasione dell’anno de cosmiano, riuscendo a coinvolgere scuole, associazioni e comuni, ma non solo.»

Analizzando il programma della manifestazione, quale contributo potranno offrire i diversi relatori invitati per approfondire la figura di De Cosmi sotto il profilo storico, spirituale e accademico?

«In questa prima giornata abbiamo l’onore di avere con noi due pilastri della cultura castelterminese: Don Franco Giordano e il prof. Michele Rondelli. Don Franco ci svelerà il volto spirituale di De Cosmi, mentre Michele quello accademico. Sarà un momento di arricchimento collettivo che sicuramente lascerà il segno. A loro va un grande ringraziamento per aver accettato con entusiasmo l’invito.»

Per quali motivi la Biblioteca Comunale “Francesco Lo Bue” rappresenta un luogo particolarmente adatto ad accogliere un evento dedicato alla memoria e alla valorizzazione di un importante personaggio del territorio?

«La Biblioteca rappresenta il baluardo della cultura della nostra città ed è fatta di persone splendide, sempre pronte ad accogliere ogni iniziativa e a collaborare attivamente. L’idea è nata proprio lì, tra quelle mura, durante un convegno, quando mi accorsi che mancava proprio il nostro illustre concittadino tra i vari personaggi esposti nei quadri presenti in biblioteca. In quell’occasione feci una promessa: un giorno avremmo donato un quadro di De Cosmi. E così, in occasione dei trecento anni, questo desiderio si sta realizzando grazie al contributo dell’associazione della quale mi onoro di far parte, OnEU Innovation Europe. La nostra biblioteca rappresenta quindi il luogo ideale per dare il via alle celebrazioni.»

Lo svelamento del quadro di De Cosmi e la successiva donazione alla biblioteca costituiscono il momento conclusivo della cerimonia: quale valore simbolico e culturale assumono questi gesti per la comunità di Casteltermini?

«Il nostro vuole essere un gesto simbolico, ma ricco di amore verso la nostra comunità. Il quadro che doneremo ci restituisce un volto inedito per Casteltermini. Noi, infatti, siamo abituati a vedere De Cosmi attraverso due rappresentazioni classiche: una che ritrae un De Cosmi giovane, che si trova presso la Chiesa Madre; un’altra che lo ritrae stilizzato, con il volto serio, che si trova presso la scuola a lui dedicata e da cui è tratto il mezzo busto presente nell’omonima piazza. Il quadro che doneremo, invece, ci restituisce il suo “vero” volto. A tal proposito voglio ringraziare Salvatore Di Piazza per aver pazientemente restaurato digitalmente l’immagine del dipinto che si trova… ve lo sveleremo durante l’incontro di domani! Insomma, sarà un grande momento e sono contento perché, personalmente, è un sogno che si realizza.»

Considerando la collaborazione tra enti pubblici, associazioni culturali e realtà locali, in che modo questa iniziativa può rafforzare il senso di identità collettiva e promuovere la conoscenza della storia cittadina tra le nuove generazioni?

«Sicuramente la sinergia tra i vari attori protagonisti rafforzerà la memoria storica di questo grande personaggio e magari sarà da stimolo per le nuove generazioni affinché possa scattare in loro quella scintilla di conoscenza che innova il pensiero, la stessa che ebbe De Cosmi. Tutti dovremmo sentirci orgogliosi di appartenere alla stessa città che ha dato i natali a questo pilastro dell’Illuminismo settecentesco siciliano.»