Il parco dove si coltivano olive e si dona l’olio alle famiglie

Il verde utile

A Roma, accanto al volto urbano più noto, si estende una rete agricola sorprendente e di grande valore, spesso poco visibile ma fondamentale. Tra queste risorse spiccano gli ulivi, veri e propri custodi non solo del paesaggio ma anche di una tradizione alimentare preziosa. La produzione di olio. Nel VII Municipio, nel Parco dei Romanisti, c’è una realtà che unisce coltivazione della terra, cura dell’ambiente e impegno sociale.

Azione solidale del territorio

Da anni, questo progetto vive grazie all’impegno dell’associazione di promozione sociale Gaspar8. Nata dall’esperienza di un gruppo di acquisto solidale attivo dal 2005 e costituitosi formalmente nel 2008. Il nome richiama lo storico VIII Municipio, a cui l’area apparteneva. I volontari dell’associazione si occupano con costanza della cura degli ulivi e della raccolta delle olive, trasformate poi in olio che, non viene venduto, ma donato alle famiglie in difficoltà di Torre Spaccata. Un esempio concreto di solidarietà nel territorio.

Il consenso delle istituzioni

Il valore di questa esperienza è stato riconosciuto ufficialmente nel 2025, grazie a un accordo tra Gaspar8 e Roma Capitale. L’intesa, sostenuta dalle istituzioni competenti in materia ambientale, ha reso più semplici le procedure legate alla raccolta e alla distribuzione dell’olio. Inserendosi nel quadro del regolamento cittadino per la gestione condivisa dei beni comuni. Non si tratta solo della cura degli ulivi, l’accordo riguarda l’intera area verde di via Cornelio Sisenna, rafforzandone la funzione come spazio di incontro, partecipazione e coesione sociale.

Nel frattempo l’oliveto del Parco continua a crescere

Nel 2025 sono state aggiunte 13 piante provenienti da viale Mazzini, trasferite per esigenze legate agli interventi urbani in vista del Giubileo. Malgrado le difficoltà legate al periodo estivo, gli alberi sono stati recuperati e integrati con successo. Poi, lo scorso febbraio, sono poi state aggiunte altre 17 piante, portando il totale a 65 ulivi, tutti destinati alla produzione. L’olio ottenuto viene imbottigliato e distribuito gratuitamente alle famiglie più fragili del quartiere. Famiglie individuate grazie alla collaborazione coi servizi sociali e realtà assistenziali locali.

Parallelamente, i cittadini volontari sono coinvolti direttamente nelle attività di cura: dalla raccolta autunnale all’irrigazione, ogni momento diventa occasione di partecipazione e condivisione. Non è un caso che questo prodotto porti il nome di Olio Bene Comune”. Non rappresenta infatti soltanto un alimento, ma è un simbolo tangibile di comunità, inclusione e responsabilità collettiva.

In un contesto urbano che può apparire distante dalla natura e dalle relazioni autentiche, esperienze come questa dimostrano quanto sia possibile costruire modelli virtuosi. Capaci di generare valore sociale, ambientale e umano.

Foto copertina: RomaCapitale

Foto interne: facebook.com/parrocchiasantamariareginamundi