
Dal giugno 2025 accompagnate 150 mamme nel puerperio con visite domiciliari, percorsi personalizzati e un modello integrato tra ospedale, consultori e territorio.
A un anno dall’avvio del progetto Home Visiting, l’Asp di Catania rafforza un servizio che porta l’assistenza direttamente nelle case delle neo‑mamme nei primi mesi dopo il parto. Dal giugno 2025 sono 150 le donne accompagnate nel periodo del puerperio, grazie a visite domiciliari e percorsi personalizzati che hanno confermato il valore di un supporto precoce e continuativo.
Il servizio, completamente gratuito, permette alle équipe dei Consultori familiari di raggiungere le mamme entro i primi 60 giorni dalla nascita del bambino, offrendo sostegno sanitario, psicologico e relazionale in una fase particolarmente delicata della vita familiare.
Secondo il direttore generale dell’Asp, Giuseppe Laganga Senzio, il modello adottato “porta i servizi territoriali dentro la quotidianità delle famiglie”, interpretando in modo concreto l’evoluzione della sanità di prossimità delineata dal DM 77. In questa visione, anche le Case della Comunità saranno chiamate a svolgere un ruolo di raccordo tra bisogni e servizi.
Rafforzare la continuità assistenziale tra ospedale, consultori e territorio
Nel primo anno il progetto ha coinvolto i reparti di Ostetricia degli ospedali di Acireale, Biancavilla e Caltagirone, la rete dei 34 Consultori e i punti nascita aziendali. L’obiettivo ora è estendere progressivamente il modello a tutti i punti nascita dell’area metropolitana.
Per il direttore sanitario Giovanni Francesco Di Fede, il percorso “supera la separazione tra Ospedale e Territorio”, creando un sistema unico che accompagna madre e neonato nei primi mesi di vita attraverso continuità assistenziale, osservazione e orientamento.
Il progetto, coordinato dall’UOC Coordinamento Territoriale Materno Infantile, pone al centro la figura dell’ostetrica, cardine del collegamento tra punto nascita, consultorio e domicilio. Accanto a lei operano psicologi, assistenti sociali e ginecologi, in base ai bisogni della famiglia.
Le visite domiciliari sostengono le competenze genitoriali, promuovono l’allattamento al seno, favoriscono il benessere psicologico della madre e rafforzano il legame genitori‑figli, contribuendo anche a individuare precocemente eventuali fragilità sanitarie, sociali o relazionali.































