Vannacci: “Alle regionali in Sicilia, noi ci saremo”

Regionali in Sicilia

Roberto Vannacci rispondendo alla domanda dei giornalisti sulla presenza di Futuro Nazionale alle Regionali siciliane ha detto lapidario: “Certo, ci saremo. Ci mancherebbe altro. Futuro Nazionale non è uno di quei partiti che si svegliano la mattina e decidono cosa pensare davanti al caffè. Noi abbiamo principi, ideali e soprattutto le nostre linee rosse imprescindibili”. Così Vannacci ha ribadito che il suo movimento ha tutta l’intenzione di presentarsi alla sfida elettorale.

Alleanze si, ma zitti e buoni

Per quanto riguarda eventuali alleanze, il messaggio è semplice: chi vuole salire a bordo è il benvenuto, dice l’ex generale. Purché firmi un contratto morale e non osi mettere il naso oltre i confini tracciati dal partito. Del resto, spiega: cedere su un principio significherebbe rischiare di assomigliare a uno dei tanti partiti che già popolano il Parlamento come piante ornamentali in un centro commerciale.

Non cerco nessuno

Ha poi chiarito di non essere alla ricerca di politici in saldo né di voti porta a porta. “Non giro col cappello in mano”, ha precisato. Tuttavia, chi dovesse entrare nel progetto e poi dimenticarsi dei valori della casa avrebbe una permanenza più o meno pari a quella di un ghiacciolo lasciato al sole.

Accoglienza a braccia aperte ( ? )

Insomma, i cancelli di Futuro nazionale sono spalancati per chiunque accetti il pacchetto completo. “L’esempio virtuoso – dice – è quello di Indipendenza di Gianni Alemanno, che è già salita sul treno. Gli altri, eventualmente interessati possono mettersi in fila: ex politici, reduci di mille sigle, elettori pentiti e persino transfughi ideologici in cerca di una nuova dimora”.

La questione del Ponte e la filosofia di Vannacci

Circa il Ponte sullo Stretto, poi, nessun dubbio: sì al ponte, sì alle infrastrutture e sì a tutto ciò che prometta sviluppo. A chi obietta che forse sarebbe il caso di riparare prima le strade che sembrano campi minati o completare opere rimaste nei cassetti, la replica è lapidaria. “Al momento non abbiamo né il ponte né il resto, quindi tanto vale puntare in grande”. La teoria è: costruisci e crescerai. Nell’antica Roma le strade portavano ricchezza, commerci e potenza. Oggi, secondo questa visione, il Ponte sullo Stretto dovrebbe attirare investimenti, capitali e magari anche qualche miracolo logistico.

In poche parole, per Vannacci, dalle vie consolari al ponte sospeso il passo è breve: basta avere fiducia nella forza quasi mistica del cemento armato.

Foto: ildomaniditalia.eu