
La Regione perde terreno
Nel Lazio fare figli sta diventando un po’ come cercare parcheggio a Roma Centro: teoricamente possibile, ma serve pazienza, fortuna e una buona dose di incoscienza. E infatti la regione, in appena dodici mesi, è riuscita nell’impresa di perdere 3 posizioni nella classifica italiana dei territori più “amici delle mamme”, scendendo dal sesto al nono posto.
A fare i conti è “Le Equilibriste”, il report annuale di Save the Children. E già il titolo del rapporto sembra una descrizione perfetta delle donne laziali: equilibriste, appunto. Perché tra lavoro precario, asili insufficienti, stipendi che evaporano e servizi a singhiozzo, crescere un figlio assomiglia sempre più a un numero da circo senza rete.
Insufficiente supporto alle donne
Dalle tabelle e i grafici emerge una fotografia piuttosto chiara. Calo delle nascite, pochi consultori, aiuti alle famiglie col contagocce e una protezione contro la violenza di genere che continua ad arrancare. Insomma, il famoso “sistema famiglia” sembra montato con le istruzioni sbagliate. E mentre il costo della vita corre più veloce di un Frecciarossa, per molte donne mettere insieme carriera e maternità diventa un esercizio, a dir poco, arduo.
I fattori deboli
Il report utilizza il Mothers’ Index, elaborato con l’Istat, che misura il benessere delle madri prendendo in esame sette aspetti fondamentali. Lavoro, salute, servizi, politica, demografia, soddisfazione personale e tutela contro la violenza. In pratica, tutto quello che dovrebbe funzionare… e spesso non funziona.
Il Lazio al centro-classifica
La conseguenza per il Lazio è il calo, infatti passa da 104.641 punti di punteggio complessivo a 103.469. Davanti, continua a sfilare tranquilla l’Emilia-Romagna, ormai la secchiona della classe, mentre la Sicilia resta fanalino di coda. In mezzo, il Lazio prova a mantenere la faccia seria mentre inciampa soprattutto su tre temi chiave.
Crescita demografica praticamente azzerata
La caduta più rumorosa è quella demografica: la regione crolla fino alla diciannovesima posizione nazionale. Cioè, quasi ultima chiamata. Le donne fanno sempre meno figli e il tasso di natalità continua a scendere. D’altronde, tra affitti fuori controllo, contratti ballerini e servizi che costano quanto una vacanza ai Caraibi, l’idea di avere un figlio per molti giovani è sempre più un progetto da rimandare.
Assistenza sanitaria
Anche per l’aspetto sanitario non c’è da rallegrarsi. Il Lazio si piazza sedicesimo per salute materno-infantile, frenato soprattutto dalla cronica scarsità di consultori e servizi territoriali. E chi vive nelle periferie o nelle zone meno servite lo sa bene, ottenere assistenza spesso richiede più organizzazione di un viaggio intercontinentale.
Violenza di genere, tante belle parole ma pochi fatti
Poi c’è il capitolo violenza di genere, dove la situazione continua a essere preoccupante. Centri antiviolenza e Case rifugio non bastano a coprire le richieste, e la rete di protezione resta fragile e insufficiente.
Forte presenza femminile in politica ma senza efficacia
L’unica nota positiva, paradossalmente arriva dalla politica: il Lazio conquista il secondo posto in Italia per presenza femminile nelle istituzioni locali. Un ottimo risultato, sebbene molte madri si chiedono quando questa maggiore rappresentanza riuscirà a trasformarsi in aiuti concreti invece che in percentuali da conferenza stampa. Il tema ha già acceso lo scontro in Consiglio regionale. La consigliera Pd Eleonora Mattia ha accusato la Regione di essere sempre meno accogliente per le madri lavoratrici. Chiedendo misure urgenti su stipendi, welfare e sostegni alle famiglie.
Senza voler far giri di parole. Il Lazio punta sulla modernità, sulle donne nelle istituzioni e sui proclami sul cambiamento, ma continua a perdere pezzi faticando a star dietro alla vita reale delle famiglie.
Intanto le culle restano vuote. A controbilanciare le scarse nascite contribuiscono, in piccola parte, i cittadini stranieri residenti. Però, sempre più coppie rimandano, rinunciano o finiscono con l’accettare sistemazioni in altre regioni. Perché alla fine, in certe condizioni, mettere al mondo un figlio sembra sempre più una missione eroica.
Foto: amicopediatra.it



























