BCE alza i tassi +0,25 – taglia previsioni crescita – alza quelle dell’inflazione

Piove sul bagnato

La Banca Centrale Europea ha deciso che, evidentemente, i cittadini europei non stavano ancora soffrendo abbastanza. Via con un altro ritocco ai tassi d’interesse. Il tasso sui depositi sale così dal 2% al 2,25%, una mossa che gli esperti avevano previsto con la stessa sorpresa con cui si prevede l’arrivo dell’inverno a dicembre. A fare da giustificazione, questa volta, sono le tensioni energetiche legate al conflitto con l’Iran, il nuovo jolly buono per spiegare qualsiasi cattiva notizia economica.

Colpa del Medio Oriente

Nel comunicato ufficiale, tradotto dal burocratese all’italiano corrente, il messaggio è più o meno questo: “L’inflazione ci preoccupa, il Medio Oriente è in fiamme e quindi alziamo i tassi sperando che funzioni”. Una strategia che, secondo Francoforte, resta valida in numerosi scenari. Probabilmente quelli scritti dagli sceneggiatori delle serie catastrofiche.

Il costo del denaro

Naturalmente non si è fermato tutto qui. Anche il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali è stato spinto verso l’alto, dal 2,15% al 2,40%, mentre quello sui prestiti marginali è passato dal 2,40% al 2,65%. Insomma, detta chiaramente: prendere soldi in prestito costerà di più. Evidentemente era troppo economico.

Le previsioni

Come ciliegina sulla torta, la BCE ha aggiornato le sue previsioni economiche. La crescita prevista per il 2026 è stata limata allo 0,8% (era 0,9% a marzo). Quella per il 2027 all’1,2%(dall’1,3%). Per il 2028 all’1,5% (dall’1,4%). In pratica, l’economia europea continuerà a crescere, ma con l’entusiasmo di un lunedì mattina.

L’inflazione, invece, ha deciso di non collaborare. Le nuove stime la vedono al 3% nel 2026. Al 2,3% nel 2027. Al 2% nel 2028. Le precedenti previsioni indicavano rispettivamente: 2,6% 2% e 2,1%. Valori quindi più alti rispetto a quanto raccontato solo pochi mesi fa.

Insomma: i prezzi continueranno a correre più del previsto mentre la crescita rallenterà.

La conclusione della BCE resta un capolavoro di ottimismo istituzionale: il futuro è pieno di incognite, l’inflazione potrebbe salire ancora e l’economia potrebbe frenare ulteriormente. In altre parole, nessuno sa davvero cosa succederà, ma nel frattempo i tassi sono stati alzati. Tanto per sicurezza. Già!

Foto della presidente della BCE, Cristine Lagarde, tratta da: ilriformista.it