È siciliano e ha 15 anni il più giovane ipermemore del mondo

Ricordare tutto

Immaginiamo di poter aprire un cassetto qualsiasi della nostra vita e trovarvi intatto ogni singolo giorno vissuto. Nessuna data sfocata, nessun ricordo consumato dal tempo. Ogni momento è lì, vivido, pronto a riaffiorare con una precisione quasi disarmante. Non è un talento allenato né una tecnica segreta: accade da sempre, spontaneamente. È la storia incredibile di un ragazzo siciliano di appena quindici anni che la scienza ha appena consegnato ai record. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Cortex, si tratta del più giovane caso mai documentato al mondo di ipertimesia, una rarissima condizione che consente di ricordare in modo straordinario la propria vita.

Una dimostrazione scientifica senza precedenti

Dietro la scoperta ci sono i neuroscienziati Valerio Santangelo dell’Università di Perugia e Patrizia Campolongo della Sapienza di Roma. Figure di riferimento nello studio della memoria autobiografica eccezionale. Gli esperti parlano di una svolta importante: finora c’erano solo racconti e testimonianze di adolescenti con capacità simili. Non c’era mai stata però una dimostrazione scientifica così rigorosa in un soggetto tanto giovane.

La madre nota questa memoria straordinaria

Tutto iniziata da un’intuizione della madre del ragazzo, che aveva notato qualcosa di insolito: il figlio era capace di ricostruire episodi lontani con una quantità di dettagli che sembrava impossibile. Date, circostanze, particolari minimi emergevano con naturalezza.

I test

A tredici anni, il giovane è stato sottoposto a una lunga serie di verifiche. I risultati hanno lasciato pochi dubbi. Era in grado di collocare con esattezza eventi pubblici legati alle sue passioni, episodi della vita scolastica e momenti trascorsi in viaggio o in vacanza. Accompagnando ogni ricordo con informazioni che i ricercatori hanno potuto controllare e confermare in modo indipendente.

L’ipertimesia, conosciuta anche come HSAM (Highly Superior Autobiographical Memory), rappresenta una delle manifestazioni più enigmatiche della memoria umana. Chi ne è dotato non ricorda soltanto gli eventi importanti: conserva una quantità impressionante di giornate, emozioni, situazioni e dettagli che per la maggior parte delle persone svaniscono rapidamente. I ricordi non vengono cercati volontariamente, affiorano da soli, come immagini vivide che si impongono alla mente senza essere invitate.

Come succede

Negli anni, il gruppo di ricerca italiano ha contribuito a svelare alcuni dei meccanismi cerebrali che si nascondono dietro questa capacità. Studi precedenti hanno mostrato che, quando una persona ipermemore distingue tra ricordi più recenti e più lontani, entra in gioco una particolare area del cervello: la corteccia prefrontale ventromediale. Questa regione, coinvolta nelle funzioni cognitive più complesse, sembra funzionare con una precisione temporale molto superiore rispetto a quella della maggior parte delle persone.

Non è un vantaggio

Possedere una memoria quasi perfetta non significa necessariamente vivere meglio. L’ipertimesia non è considerata una malattia e non esistono cure specifiche. Tuttavia, diversi studi hanno rilevato una maggiore presenza di disturbo ossessivo-compulsivo tra gli ipermemori. Mentre alcuni raccontano di faticare a dormire perché il passato continua a riaffacciarsi incessantemente, come una corrente impossibile da fermare.

La vicenda del giovane siciliano apre ora uno scenario completamente nuovo. Per la prima volta la comunità scientifica dispone di prove solide che questa straordinaria forma di memoria può emergere già durante l’adolescenza. Una scoperta che alimenta interrogativi affascinanti: quando nasce davvero l’ipertimesia? Quali trasformazioni avvengono nel cervello di chi ne è dotato? E soprattutto, cosa può insegnarci questa rarissima condizione sui misteri ancora irrisolti della memoria umana?

Foto: ericabadalassi.it