
Abbiamo intervistato in esclusiva per Prima Stampa la pedagogista Martina Rao.
Giovedì 25 giugno, presso l’Assemblea Regionale Siciliana di Palermo, si terrà un importante convegno dedicato all’affettività e alla sessualità nei contesti del Terzo Settore, con particolare attenzione alle persone che vivono condizioni di marginalità adulta e fragilità sociale.L’iniziativa vuole promuovere una riflessione sul diritto di ogni individuo a vivere pienamente la propria dimensione affettiva, relazionale e sessuale. Spesso, infatti, il tema dell’abitare viene considerato esclusivamente come risposta a un bisogno materiale. In realtà, una casa non è soltanto un tetto, ma uno spazio in cui poter esprimere la propria identità, costruire relazioni significative e vivere la propria intimità con libertà e dignità.Nelle situazioni di vulnerabilità sociale, la sfera affettiva e sessuale rischia spesso di essere trascurata o invisibilizzata. Per questo motivo è fondamentale riconoscere che la dignità dell’abitare non coincide soltanto con l’accesso a uno spazio fisico, ma comprende anche la possibilità di coltivare legami, emozioni e progetti di vita.L’affettività e la sessualità rappresentano dimensioni essenziali della persona e della piena cittadinanza. Promuoverne il riconoscimento significa costruire percorsi di inclusione che mettano realmente al centro la dignità umana.“Abitare è poter amare”: una casa è davvero tale quando consente a ogni persona di sentirsi accolta, riconosciuta e libera di vivere i propri affetti.
Martina Rao
Pedagogista
































