L’Appello conferma assoluzione per Crocetta, Morace, Finocchiaro (e Liberty Lines)

Assoluzione anche in Appello

La Corte d’Appello di Palermo ha confermato integralmente le assoluzioni degli imputati, stabilendo anche in secondo grado che: “il fatto non sussiste“. La decisione è stata pronunciata dalla prima sezione, guidata dalla presidente Adriana Piras.

L’accusa di corruzione

Nel procedimento erano coinvolti l’ex presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, l’armatore Ettore Morace, Massimo Finocchiaro, collaboratore di Crocetta e recentemente nominato assessore al Comune di Messina. Il processo implicava inoltre, la società Liberty Lines. Tutti erano a rispondere dell’accusa di corruzione.

Accolte le tesi della difesa

La Corte ha dunque condiviso le tesi sostenute dai difensori: Lo Re, Montalbano, Di Benedetto, Siragusa, Rosso, Livecchi, Scalzo, Rizzuti e Canonico. Respingendo l’impostazione accusatoria.

L’illecito secondo l’accusa

Secondo la Procura, la compagnia Ustica Lines, oggi Liberty Lines, avrebbe beneficiato del mantenimento della posizione dominante nei collegamenti marittimi con le isole minori. Questo, in cambio di presunti favori illeciti. Un’ipotesi che, tuttavia, non ha trovato conferma nel giudizio dei magistrati.

Tra le contestazioni figuravano anche presunte pressioni finalizzate ad aumentare il numero delle corse verso gli arcipelaghi delle Eolie e delle Egadi. Inoltre, l’accusa attribuiva a Crocetta la proroga del servizio concessa nel 2017. Sostenendo che la decisione fosse stata influenzata da un finanziamento elettorale di 5 mila euro versato da Morace al movimento politico “Riparte Sicilia”.

Crocetta

Nel corso del processo, l’ex governatore aveva respinto con decisione ogni addebito, definendo le ricostruzioni dell’accusa il frutto di semplici “voci di corridoio”. Nate all’interno dell’assessorato regionale ai Trasporti. Aveva poi smentito le indiscrezioni secondo cui avrebbe avuto un interesse personale legato alla presenza di un presunto amante a Filicudi. Circostanza che, secondo tali dicerie, avrebbe orientato alcune sue scelte amministrative. Una ricostruzione che Crocetta ha sempre definito del tutto infondata.

Dopo la sentenza Rosario Crocetta ha commentato con amarezza: “Non provo esultanza, perché questa vicenda mi ha fatto soffrire profondamente”.

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