“Michele Ardilio: tra Palermo e Casteltermini”

Abbiamo intervistato in esclusiva per Prima Stampa Michele Ardilio, scrittore giallista esordiente. 

Lei è nato a Palermo ma ha vissuto anche a Casteltermini e ha lavorato per anni in ambito finanziario: in che modo questo percorso “ibrido” tra città, esperienze e professione ha influenzato la sua scrittura?

Il percorso di vita segna inevitabilmente anche quello letterario. Palermo e Casteltermini sono per me, da sempre, le due anime che convivono in me. Rosalìo Aquila, il personaggio letterario del mio romanzo, ha studiato economia come me, ma a differenza del mio vissuto, non è riuscito a lavorare nel suo ambito di studi. La scrittura è stata fortemente influenzata dalla mia vita a Palermo, dove ho potuto scoprire le bellezze della città e i suoi misteri.

La passione per la Sicilia e per i suoi racconti popolari emerge chiaramente nel romanzo. C’è un ricordo personale, una storia ascoltata o un luogo della sua vita che sente di aver trasportato dentro La Vergogna della Fontana?

La Sicilia è la terra in cui sono cresciuto, apprendendone pregi e difetti. La passione per questo tipo di narrativa nasce inevitabilmente dai miei ‘maestri’, Camilleri e Sciascia, e in parte anche da Pirandello, per quanto riguarda l’aspetto teatralizzato del racconto. I ricordi che mi legano a questa terra sono molteplici, e alcuni sono vissuti dal protagonista del romanzo.

Rosalìo Aquila è un personaggio molto radicato nella cultura palermitana, ma anche segnato da una forte originalità. Le è mai capitato di riconoscere in lui tratti suoi o di persone reali incontrate nel tempo?

Rosalio è il personaggio che più si avvicina alla gente: è precario, un tipo sventurato, ma molto assetato di giustizia. È affabile con i personaggi che lo circondano perché riesce a immedesimarsi nel loro vissuto.

Scrivere un giallo richiede intreccio, ritmo e costruzione del mistero: come concilia il suo lavoro e la vita quotidiana con il tempo necessario alla scrittura, e qual è il suo momento ideale per scrivere?Mi piace scrivere di notte o la mattina all’alba, quando tutto attorno è ancora addormentato. Non sopporto il frastuono e mi piace scrivere nei posti più disparati: in riva al mare, dentro a un caffè vuoto o in balcone, osservando le stelle. La parte difficile nel comporre un buon giallo è riuscire a incastonare in modo armonioso tutti i tasselli del mosaico