
L’educazione all’affettività non è un argomento secondario: è un percorso fondamentale per la crescita delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. Parlare di rispetto, emozioni, relazioni sane, consenso, empatia e responsabilità significa offrire ai giovani strumenti preziosi per affrontare la vita con maggiore consapevolezza.
Per questo, quando il Consiglio dei Docenti di una scuola decide di non approvare un progetto di educazione all’affettività, è naturale interrogarsi sul messaggio che tale scelta trasmette. Rinunciare a un’opportunità di confronto su temi così attuali e importanti significa privare gli studenti di uno spazio educativo capace di aiutarli a conoscere meglio sé stessi, a comprendere gli altri e a costruire relazioni fondate sul rispetto reciproco.
Ancora più significativo è il fatto che il progetto sia finanziato dal Comune, che dimostra concretamente di credere nel valore dell’educazione e di voler investire nella formazione e nel benessere delle nuove generazioni. È un segnale di attenzione verso la scuola e verso i giovani che merita di essere accolto e valorizzato.
La scuola non ha soltanto il compito di trasmettere conoscenze, ma anche quello di formare cittadini consapevoli, responsabili e capaci di vivere relazioni positive. In un tempo in cui i nostri giovani sono chiamati ad affrontare sfide sempre più complesse, offrire occasioni di dialogo e di crescita su questi temi rappresenta una responsabilità educativa che non può essere trascurata.Investire nell’educazione all’affettività significa investire nel futuro dei nostri studenti e della nostra comunità. È una scelta che dovrebbe unire, non dividere, perché riguarda il benessere, la crescita e la dignità delle nuove generazioni. Auspico che questa decisione possa essere oggetto di una riflessione approfondita, affinché in futuro simili opportunità vengano considerate per il loro autentico valore educativo.
































