Infortuni sul lavoro. Male il Lazio con crescita quasi del 9%. Roma 1000 morti al mese

Nel Lazio il lavoro continua a trasformarsi in una trappola: esplodono gli infortuni, mentre l’emergenza resta senza risposte

La sicurezza nei luoghi di lavoro nel Lazio sta precipitando in una situazione sempre più inquietante. I numeri diffusi dall’Inail raccontano una realtà che non può più essere liquidata come una semplice statistica. Migliaia di persone continuano a farsi male mentre lavorano e l’emorragia di incidenti procede senza che si intravedano segnali concreti di un’inversione di tendenza.

Gennaio – maggio 2026

Nei primi cinque mesi dell’anno sono state presentate 19.507 denunce di infortunio, contro le 17.925 registrate nello stesso periodo del 2025. Significa 1.582 lavoratori feriti in più, con un incremento dell’8,8% che suona come un vero e proprio campanello d’allarme.

Il dato diventa ancora più sconvolgente se confrontato con il resto del Paese. Mentre a livello nazionale l’aumento delle denunce si è fermato al 5,5%, nel Lazio la crescita è stata quasi doppia. Una differenza che mette in evidenza una crisi ben più profonda e che dovrebbe imporre interventi immediati.

I luoghi di lavoro

A destare la maggiore indignazione sono soprattutto gli incidenti avvenuti direttamente sul posto di lavoro, escludendo quindi quelli verificatisi durante gli spostamenti casa-lavoro. In questo caso l’incremento raggiunge addirittura il 10,2%, passando da 13.973 a 15.404 denunce. Un’escalation impressionante, soprattutto se si considera che la media italiana si ferma al 4,7%. Nemmeno il mese di maggio ha dato segnali di miglioramento. Le denunce sono state 3.867, confermando che la spirale continua ad alimentarsi senza sosta.

Le donne

Dietro questi numeri ci sono lavoratrici e lavoratori che ogni giorno pagano un prezzo altissimo. A colpire è soprattutto il forte aumento degli infortuni tra le donne: le denunce sono salite da 7.288 a 8.126, con una crescita dell’11,5%, nettamente superiore a quella registrata tra gli uomini, che si ferma al 7%.

Gli over 60

Preoccupa anche ciò che emerge osservando l’età delle persone coinvolte. L’incremento più pesante riguarda i lavoratori tra i 65 e i 69 anni, dove gli incidenti aumentano del 17,3%, passando da 387 a 454 casi. Un dato che riaccende il dibattito sulle conseguenze dell’allungamento della vita lavorativa. Ma nemmeno i più giovani sono al sicuro: tra i 20 e i 24 anni gli infortuni crescono del 10%. Segnale evidente di una fragilità diffusa che investe tutte le generazioni.

L’analisi dei comparti produttivi rende un quadro estremamente preoccupante

Gli aumenti più marcati riguardano l’estrazione di minerali, dove gli incidenti quasi raddoppiano (+87,5%), seguita dai settori dello sport e dello spettacolo (+43,1%) e dall’agricoltura (+33,3%). Incrementi si registrano anche nella pubblica amministrazione (+21,1%) e nella sanità (+10,5%), a dimostrazione che il problema è trasversale nel mondo del lavoro.

Roma (e le altre province)

Il peso maggiore continua a ricadere sulla provincia di Roma, che concentra oltre l’80% dell’aumento regionale. Qui le denunce passano da 14.170 a 15.501, con 1.331 casi in più in appena dodici mesi. Ma la situazione peggiora anche nel resto del Lazio: Viterbo registra l’incremento percentuale più elevato (+14,1%), Latina continua a salire, Rieti segue la stessa tendenza, mentre Frosinone resta sostanzialmente stabile.

Morti sul lavoro: i dati non migliorano rispetto allo scorso anno

Se i feriti aumentano, il bilancio delle vittime resta tragicamente immobile. Tra gennaio e maggio il Lazio conta ancora 29 morti sul lavoro, esattamente come nello stesso periodo dell’anno scorso. Ventinove persone che non sono più tornate a casa. Di queste, ben 22 hanno perso la vita nella provincia di Roma.

Il sindacato

Secondo la Cgil di Roma e del Lazio, la situazione potrebbe essere persino peggiore di quella fotografata dalle statistiche ufficiali. Il sindacato ricorda infatti che molti lavoratori, soprattutto quelli più precari o meno tutelati, non sempre riescono a denunciare gli infortuni subiti. Per questo chiede un rafforzamento urgente dei controlli, dell’attività ispettiva e della prevenzione. La Cgil sottolinea inoltre come le temperature estreme dell’estate stiano aggravando i rischi per chi opera nei cantieri, nei campi e in tutti gli ambienti di lavoro esposti al caldo.

Di fronte a un quadro tanto grave, continuare a parlare di emergenza non basta più. Ogni nuovo dato racconta una realtà che appare sempre più fuori controllo e che impone risposte immediate. Perché dietro ogni numero c’è una persona ferita, una famiglia coinvolta e, troppo spesso, una vita che non tornerà più quella di prima.

Foto: accessiway.com