Rapporto della Garante dei detenuti di Roma. Allarme sulle condizioni carcerarie

La situazione delle carceri romane resta critica

È quanto emerge dalla Relazione Annuale 2025 presentata in Campidoglio dalla Garante dei detenuti di Roma Capitale, Valentina Calderone. Il rapporto evidenzia problemi ormai strutturali: sovraffollamento, difficoltà nell’accesso alle cure sanitarie e un forte aumento degli episodi di autolesionismo.

Alla presentazione è intervenuto anche il sindaco Roberto Gualtieri, che ha ribadito come il rispetto dei diritti delle persone detenute sia un indicatore della qualità democratica della città.

Numeri che non lasciano spazio a interpretazioni

I dati illustrati sono allarmanti. Nel 2024 negli istituti penitenziari romani sono stati registrati 5.028 eventi critici, tre volte in più rispetto all’anno precedente, mentre i tentativi di suicidio sono raddoppiati. A peggiorare la situazione c’è anche il problema dell’assistenza sanitaria. Oltre la metà delle visite specialistiche esterne è stata annullata per la mancanza di agenti della Polizia Penitenziaria incaricati delle scorte.

Organico insufficiente

La relazione segnala inoltre una grave carenza di personale. Nel Nuovo Complesso di Rebibbia sono in servizio 434 agenti a fronte dei 940 previsti. Criticità anche all’istituto minorile di Casal del Marmo, dove l’aumento dei giovani detenuti rende più difficile garantire i percorsi educativi e gli agenti provenienti dagli istituti per adulti spesso non hanno una formazione specifica.

Un capitolo è dedicato anche al Centro di permanenza per i rimpatri di Ponte Galeria. Dall’inizio del 2025 sono entrate 1.203 persone, ma solo 165 sono state rimpatriate. Oltre 700, invece, sono state rilasciate dopo la mancata convalida del trattenimento da parte dei giudici. Secondo Calderone, questi numeri mettono in discussione l’efficacia di un sistema che limita la libertà personale per motivi amministrativi senza produrre i risultati attesi.

Il fronte degli interventi

Il Comune ricorda i protocolli con il Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria per favorire formazione e inserimento lavorativo dei detenuti. Tra i progetti attivi figurano il sostegno alla Casa di Leda, dedicata alle madri detenute con figli piccoli, e l’apertura dello spazio “Abbracci in Libertà” a Rebibbia. Quest’ultimo pensato per consentire ai padri detenuti di incontrare i propri figli in un ambiente più accogliente.

Provvedimenti utili e importanti, ma se le intenzioni del Comune erano quelle di dimostrare che qualcosa si sta facendo, va ammesso che i problemi maggiori restano irrisolti.

Foto della Garante Valentina Calderone, tratta da: Roma Capitale