L’albero bioclimatico alla Stazione Termini. Per abbassare la temperatura di 10 gradi

Il problema del caldo

A Roma d’estate il sole non perdona. Tra asfalto rovente, piazze trasformate in piastre per cottura e alberi veri sempre più rari, attraversare alcuni punti della città è un’esperienza che ricorda più una grigliata che una passeggiata. E siccome piantare nuovi alberi richiede tempo, spazio e manutenzione, c’è chi ha pensato di risolvere il problema… costruendone uno finto.

L’albero bioclimatico

La novità si chiama Albero Bioclimatico e promette di regalare un’oasi di fresco in piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini. Non ha foglie, non fa frutti e non ha radici, non ricorda nemmeno un albero e anzi, a dirla tutta, è pure piuttosto “bruttino”. Però dovrebbe abbassare la temperatura fino a 10° grazie a un sofisticato sistema di raffrescamento naturale.

L’idea porta la firma di Wittfrida Mitterer, direttrice del Master in Bioarchitettura della LUMSA, insieme agli ingegneri climatici di Transsolar e agli architetti dello studio Haas Cook Zemmrich di Stoccarda. In origine il progetto era stato immaginato per piazza San Pietro, ma alla fine la destinazione scelta è stata piazza dei Cinquecento, uno dei punti più infuocati della Capitale, dove ogni giorno migliaia di persone aspettano autobus sotto un sole implacabile.

Come funziona

Il principio è quello del raffrescamento evaporativo: all’interno della struttura c’è un cilindro in laterizi riciclati mantenuto costantemente bagnato. L’aria calda attraversa il materiale umido, l’acqua evapora e sottrae calore, restituendo aria più fresca verso il basso. Un sistema tutto naturale che ricrea un piccolo microclima senza ricorrere a climatizzatori.

L’installazione dovrebbe sorgere nello slargo pedonale vicino agli ingressi della metro B e all’area dei taxi, ma prima serviranno le ultime verifiche tecniche ed economiche.

Mezzo milione di euro

E qui arriva il dettaglio che farà discutere: il conto previsto è di circa 500 mila euro. Una cifra che, inevitabilmente, alimenterà il dibattito. C’è chi vede un investimento innovativo contro il caldo estremo e chi, invece, si chiede se con la stessa somma non sarebbe stato possibile mettere a dimora qualche centinaio di alberi veri, quelli che fanno ombra senza bisogno di brevetti e, soprattutto, senza costare mezzo milione di euro.

Foto: radioglobo.it