Litorale Nord di Roma. Lavoro nero tra stabilimenti e ristoranti, sanzioni per 50mila euro

Antiche pratiche che non vogliono cessare

Con l’arrivo dell’estate e l’assalto dei vacanzieri al litorale romano, c’è chi tenta ancora di fare affari calpestando le regole, alimentando lavoro nero, evasione fiscale e commercio abusivo. Un fenomeno che danneggia lo Stato, penalizza gli imprenditori onesti e sfrutta decine di lavoratori. A fermare questa spirale di illegalità è intervenuta con decisione la Guardia di finanza, che ha messo in campo un’imponente operazione di controllo lungo la costa a nord della Capitale.

Controlli della Guardia di Finanza

I militari del Comando Provinciale di Roma hanno condotto un vasto servizio di vigilanza economico-finanziaria nei comuni di Civitavecchia, Santa Marinella e Santa Severa. L’attività, predisposta nell’ambito del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e coordinata dal Gruppo di Civitavecchia, ha visto impegnati oltre cento finanzieri. Affiancati dal Reparto Operativo Aeronavale con tre unità navali e un elicottero, impegnati a sorvegliare sia la costa sia gli specchi d’acqua frequentati dalle imbarcazioni da diporto. I controlli hanno interessato le principali vie di accesso alle località balneari e numerose attività commerciali maggiormente interessate dall’afflusso turistico.

Rilevate 26 violazioni ed emesse sanzioni per quasi 50mila euro

In poche ore sono state identificate 491 persone, ispezionati 255 veicoli, 55 mezzi pesanti e 11 natanti. Al termine delle verifiche sono emerse 26 violazioni, con sanzioni amministrative complessive pari a 48.291 euro.

Lavoro in nero

Il quadro più inquietante riguarda il mondo del lavoro. Le Fiamme Gialle hanno scoperto ben 51 persone impiegate completamente in nero o con gravi irregolarità contrattuali, soprattutto tra ristoranti e attività di vendita alimentare. Un dato che testimonia quanto il lavoro sommerso continui a rappresentare una piaga, alimentata da imprenditori senza scrupoli che cercano di aumentare i profitti sulla pelle dei dipendenti.

Evasione

Non meno grave il fronte dell’evasione fiscale. Su 24 controlli effettuati per verificare il corretto rilascio di scontrini e ricevute fiscali, ben 21 esercizi sono risultati irregolari. Un risultato che fotografa un livello di illegalità allarmante e conferma come l’occultamento degli incassi continui a sottrarre risorse alla collettività.

Altri illeciti e irregolarità

L’operazione ha fatto emergere anche altre violazioni. È stato sanzionato il gestore di un distributore di carburante che, per cinque volte, aveva omesso di comunicare al Ministero delle Imprese e del Made in Italy i prezzi praticati. Privando così gli automobilisti della possibilità di confrontare le tariffe attraverso i portali ufficiali.

I controlli hanno inoltre consentito di confiscare un’autovettura che continuava a circolare nonostante fosse già sottoposta a sequestro amministrativo. Bloccata inoltre un’attività di vendita ambulante abusiva, col conseguente sequestro di 113 paia di occhiali da sole. Grazie poi al supporto delle unità cinofile, segnalate alla Prefettura tre persone trovate in possesso di hashish e marijuana per uso personale.

Ulteriori irregolarità sono state riscontrate anche nel settore turistico e nella nautica da diporto. Elevate sanzioni per la mancata esposizione delle tariffe nelle strutture ricettive e per l’assenza delle previste certificazioni di sicurezza a bordo di alcune imbarcazioni.

L’operazione conferma il ruolo fondamentale della Guardia di finanza nel difendere la legalità. Contrastando chi cerca di arricchirsi violando le regole e tutelando cittadini, lavoratori e operatori economici che, ogni giorno, rispettano la legge.

Foto: Guardia di finanza