
Aumentano le ore di lavoro, si preparano nuove assunzioni e proseguono le stabilizzazioni. Ma il rafforzamento dell’organico comunale, da solo, potrebbe non bastare a risolvere le difficoltà della macchina amministrativa di Caltagirone. Il problema non riguarda infatti esclusivamente il numero dei dipendenti, bensì il modo in cui le risorse vengono utilizzate e, soprattutto, la scarsità delle figure chiamate a guidare e coordinare i diversi uffici.
Alla fine del 2025 il Comune contava 207 dipendenti, dei quali 112 impiegati con contratto part-time. Nel corso del 2026 l’Amministrazione ha avviato un intervento significativo per ampliare l’orario di lavoro di oltre cento lavoratori stabilizzati dopo anni di precariato. inizialmente il passaggio è stato da 24 a 32 ore settimanali, mentre per 107 dipendenti si è arrivati successivamente a 34 ore fino alla conclusione dell’anno. Parallelamente sono previste ulteriori stabilizzazioni e nuovi ingressi in organico.
Più unità non vuol dire più efficienza
Una scelta che può consentire di recuperare in tempi brevi una maggiore capacità operativa, valorizzando personale già inserito e già a conoscenza delle procedure interne. Tuttavia, sarebbe riduttivo pensare che il semplice aumento delle unità disponibili possa, automaticamente, trasformarsi in servizi più rapidi ed efficienti.
Pochi dirigenti
Il punto più critico sembra essere quello della dirigenza. L’organizzazione del Comune è suddivisa in cinque grandi Aree, ma per lungo tempo la gestione è stata affidata a un numero limitato di dirigenti. Solo due figure chiamate a occuparsi contemporaneamente di più settori, e il Segretario generale impegnato a sua volta nello svolgimento di funzioni dirigenziali in ambiti particolarmente importanti. A complicare ulteriormente il quadro c’è inoltre il prossimo pensionamento di uno dei dirigenti attualmente in servizio.
Le nuove assunzioni previste potrebbero rappresentare un passaggio decisivo. Ma fino all’effettivo insediamento dei nuovi responsabili resta la criticità di una struttura ampia, articolata e composta da numerosi servizi, senza figure atte a coordinarla.
Il personale dà il massimo impegno
Non significa, naturalmente, che gli uffici siano fermi o che manchi l’impegno da parte dei lavoratori. Al contrario, in molti settori il personale rimasto in servizio è chiamato quotidianamente a sostenere carichi considerevoli. Proprio per questo sarebbe necessario analizzare con precisione la distribuzione delle attività. Verificando dove si concentrano le maggiori difficoltà e se esistano uffici o servizi nei quali una diversa organizzazione delle risorse potrebbe produrre risultati migliori.
Alcuni carichi di lavoro potrebbero gravare su pochi lavoratori
Senza numeri concreti non sarebbe corretto sostenere che una minoranza dei dipendenti svolga la quasi totalità del lavoro. Una verifica seria, però, dovrebbe accertare se alcuni lavoratori siano sottoposti a un eccessivo sovraccarico, mentre in altri settori vi siano margini per una redistribuzione delle mansioni. Allo stesso tempo, chi non raggiunge gli obiettivi assegnati deve essere sottoposto a valutazioni rigorose. Senza trasformare singoli casi in accuse generalizzate, ma neppure facendo finta che ogni problema possa essere attribuito genericamente alla carenza di personale.
Gli effetti sono evidenti
Le conseguenze di un’amministrazione lenta raramente compaiono con evidenza nei documenti contabili. Eppure il loro peso ricade direttamente sulla comunità. Pratiche che restano ferme, autorizzazioni che richiedono tempi eccessivi, investimenti rallentati, professionisti e imprese costretti ad attendere. Ma anche cittadini obbligati a tornare più volte negli stessi uffici per ottenere una risposta.
Il buon funzionamento dell’Amministrazione è il fulcro della città
Una città che punta a crescere, ad attirare visitatori, nuove attività economiche, investimenti e residenti non può trascurare l’efficienza della propria amministrazione. L’immagine di un territorio, infatti, non dipende soltanto dal patrimonio culturale o dalle iniziative di promozione, ma anche dalla capacità delle istituzioni di rispondere con tempi certi e procedure funzionanti.
Per questo l’aumento delle ore lavorative e le nuove assunzioni rappresentano certamente un passo avanti, ma non possono considerarsi la soluzione definitiva. Servono dirigenti in numero adeguato, una più attenta distribuzione dei carichi e, soprattutto, strumenti capaci di misurare concretamente i tempi e i risultati dei procedimenti amministrativi.
Organizzazione
Il vero banco di prova non sarà quindi il numero di dipendenti aggiunti all’organico. La domanda decisiva sarà un’altra: le pratiche verranno concluse prima? I cittadini avranno risposte più rapide? Imprese e professionisti incontreranno meno ostacoli?
Solo allora si potrà capire se il rafforzamento della macchina comunale avrà prodotto effetti reali. Perché anche i progetti più ambiziosi rischiano di restare sulla carta se chi deve trasformarli in atti concreti è costretto a muoversi in un’amministrazione che procede troppo lentamente.
Foto: Il Comune di Caltagirone





























