118 in Sicilia, è scontro sulle criticità: ambulanze ferme e carenza di personale

Nella macroarea Catania-Ragusa-Siracusa emergono problemi nella gestione del servizio di emergenza-urgenza. La SEUS replica: «Prima dei giudizi servono tutti i dati»

Il sistema del 118 nella Sicilia orientale torna al centro dell’attenzione per le criticità emerse nella macroarea Catania-Ragusa-Siracusa, dove vengono segnalati problemi legati alla disponibilità delle ambulanze, alla carenza di personale e all’organizzazione del servizio. La situazione è stata oggetto di un’attività ispettiva regionale e nelle ultime ore si è aperto un confronto sulle responsabilità.

A intervenire è stato Riccardo Castro, presidente della SEUS 118, che ha contestato una lettura delle criticità attribuite direttamente alla società. Secondo Castro, l’attività ispettiva richiamata non avrebbe coinvolto direttamente la SEUS e non sarebbero stati acquisiti dalla società i dati relativi a mezzi, manutenzione, personale e misure adottate per garantire la continuità del servizio.

Il nodo principale resta il personale

I numeri forniti dalla stessa SEUS fotografano comunque una situazione complessa. Tra il 1° gennaio e il 31 agosto 2026, nella macroarea Catania-Ragusa-Siracusa si è registrata una media giornaliera di 3,27 ambulanze ferme per guasti o problemi di efficienza, 5,58 per mancanza di autisti-soccorritori e 0,81 per carenza di personale sanitario. La componente più consistente, dunque, sarebbe quella legata alla disponibilità degli autisti-soccorritori.

Secondo Castro, la carenza di personale non sarebbe un problema recente. La SEUS sostiene di aver segnalato la situazione già dal 2022 e di aver previsto nel piano assunzionale 2026-2027 425 nuove assunzioni complessive nel biennio, con un fabbisogno immediato di 344 unità.

La SEUS: «Servizio garantito nonostante le difficoltà»

La società sottolinea inoltre di aver messo in campo un sistema quotidiano di monitoraggio delle postazioni e di riposizionamento delle risorse, con verifiche effettuate due volte al giorno insieme alle Centrali operative. Sul fronte dei mezzi, la SEUS riferisce che tra il 2021 e il 2023 sono state immesse in servizio 234 nuove ambulanze, mentre nel 2026 ne sono state acquistate altre 23 per il bacino di Catania. È inoltre prevista una procedura per ulteriori 88 mezzi.

Il confronto riguarda anche il numero di eccedenze, cioè le situazioni nelle quali una richiesta di soccorso non viene gestita dalla risorsa inizialmente individuata. Nella macroarea, nel 2025 sono state registrate 14.494 eccedenze su 149.922 interventi 118; nei primi sei mesi del 2026 sono state 8.591.

Per Castro, quindi, non sarebbe corretto ricondurre le difficoltà a un unico soggetto: secondo il presidente SEUS devono essere analizzati anche il funzionamento delle Centrali operative, l’assegnazione delle risorse, la permanenza delle ambulanze nei Pronto soccorso, la disponibilità del personale sanitario e l’organizzazione territoriale.

Nel frattempo, il tema resta particolarmente delicato perché riguarda un servizio essenziale per la sicurezza e la salute dei cittadini. Il confronto istituzionale dovrà ora chiarire dove si concentrino realmente le criticità e quali interventi siano necessari per garantire una copertura adeguata del territorio siciliano.