
Centoventicinque Comitati costituiti in poco più di un mese e oltre mille cittadini coinvolti. È il bilancio dei Comitati per i diritti dei cittadini, il progetto promosso e presentato dal deputato questore della Lega all’Ars Vincenzo Figuccia, nel corso di un incontro nella sala stampa dell’Assemblea regionale siciliana.
A introdurre l’incontro, moderato da Antonio Palumbo, sono state le testimonianze dei protagonisti dell’iniziativa.
Il sociologo e criminologo Giuseppe Giocaliero, responsabile del dipartimento Cultura e Società dei Comitati, ha illustrato il progetto per la creazione di un circuito turistico e culturale attorno al Castello di Maredolce, da presentare nelle principali fiere internazionali del turismo.
Il diciannovenne Fabrizio Landolina, coordinatore del movimento giovanile dei Comitati, ha raccontato alcune delle segnalazioni che hanno prodotto risultati concreti, come il ripristino dell’illuminazione nei pressi dell’abitazione di un’anziana di Ciaculli che, per paura del buio, non usciva più neanche per comprare il pane. Numerosi anche gli interventi allo Sperone, dove è stata ripristinata una linea urbana ritenuta indispensabile per i giovani.
L’avvocato Massimo Campanella, co-coordinatore dell’area giuridica, ha annunciato una diffida al Comune sulla qualità della vita dei palermitani, con particolare riferimento a rifiuti, illuminazione, arredo urbano e movida.
Paolo Marrone, presidente del Comitato Terrasanta-Fatima, ha ricordato le iniziative per la rimozione di cordoli ritenuti inutili e per la restituzione di posti auto ai residenti. Franco Cardella, responsabile del dipartimento Decentramento, ha invece illustrato una proposta per rilanciare il decentramento amministrativo.
Mimmo Crivello, che guiderà il dipartimento Volontariato e Protezione civile, ha riferito degli aiuti alle famiglie colpite dagli incendi e del trasporto attivato per le persone con disabilità.
«I Comitati stanno diventando una presenza capillare nei vari quartieri, gli abitanti si rivolgono a noi», ha sottolineato.
Pino Mangano, responsabile di Salute e Sport, si è soffermato sulla necessità di una maggiore attenzione all’ambiente, mentre Rosario Lo Proto, vicepresidente dello Iacp, ha ricordato la segnalazione che ha portato all’eliminazione di una fogna a cielo aperto davanti a una scuola di via Imperatore Federico.
Sono intervenuti anche Maria Pia Falbo, coordinatrice del Comitato di via Zisa, e la madre di un bambino con disabilità, impegnata per garantirgli l’assistenza scolastica.
«Il successo dei Comitati nasce dall’autenticità dell’iniziativa – ha dichiarato Figuccia –. Non segreterie politiche o operazioni di palazzo, ma cittadini comuni che segnalano i problemi e incontrano persone pronte ad ascoltarli e a lavorare per risolverli. Il singolo esce così dall’anonimato e dalla solitudine ed entra in una comunità capace di portare le istanze dentro le istituzioni».
Figuccia ha ricordato anche le strade ripulite, la mobilitazione dei giovani lungo il percorso dell’Acchianata di Santa Rosalia e l’intervento sulla fognatura che ha coinvolto Iacp, scuola, parrocchia e residenti.
«È il modello che vogliamo per Palermo: una città che si risveglia grazie alla partecipazione e a un nuovo sentimento di appartenenza», ha sottolineato il deputato leghista.
I Comitati si stanno ora organizzando in gruppi di lavoro aperti agli ordini professionali e alle migliori competenze della città.
«Non basta chiudere una buca o ripulire una villetta. Vogliamo costruire una visione di Palermo per i prossimi dieci anni e candidarla a capitale del Mediterraneo, punto di riferimento per turismo, cultura, università, ricerca, innovazione e scambi economici».
In questa direzione si colloca anche “Italia Competenze”, progetto avviato dopo l’incontro con il sottosegretario Claudio Durigon, con l’obiettivo di favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.
La candidatura a sindaco
Sull’ipotesi di una propria candidatura a sindaco di Palermo, Figuccia ha precisato:
«Non è il momento dei nomi, ma di costruire la Palermo che vogliamo. Se un domani la coalizione e i Comitati dovessero chiedermi di assumere questa responsabilità, non mi tirerei indietro».
Infine, il richiamo a don Luigi Sturzo:
«Il grande sacerdote siciliano lanciò il suo appello “a tutti gli uomini liberi e forti”. Oggi rilanciamo quell’appello, al quale hanno già risposto i primi mille cittadini dei nostri Comitati: un esercito civico e pacifico di donne e uomini destinato a crescere, per arrivare in ogni quartiere e riconquistare Palermo attraverso la partecipazione».





























