Roma Est, il Municipio V chiede la “zona rossa”. Accuse al governo di fare solo spot

Istituire una zona rossa

Ancora un tavolo istituzionale, ancora un confronto sull’emergenza sicurezza a Roma Est. Ma questa volta dal V Municipio arriva una richiesta destinata a far discutere: istituire una “zona rossa” nei quartieri maggiormente esposti alla criminalità, rafforzando in modo concreto il presidio del territorio.

A formularla è il presidente del Municipio, Mauro Caliste, che ha scelto di rivolgersi direttamente ai cittadini per spiegare una posizione ormai lontana dai toni diplomatici delle consuete interlocuzioni istituzionali. Il messaggio è netto: gli interventi messi in campo negli ultimi anni rischiano di non produrre risultati sufficienti. Alla rigenerazione urbana e alle politiche sociali va affiancata una presenza stabile ed efficace delle forze dell’ordine.

Quarticciolo, lo spaccio non arretra

Uno dei nodi più difficili resta il Quarticciolo, dove il fenomeno dello spaccio continua a rappresentare una delle principali emergenze per residenti e attività della zona. Per il Municipio, la risposta dello Stato non sarebbe ancora all’altezza della situazione. E gli annunci contenuti nei provvedimenti governativi non si sarebbero tradotti in un rafforzamento strutturale del controllo del territorio.

Il vuoto lasciato dalla polizia di Stato

Una critica che Caliste estende anche alla capacità operativa delle forze disponibili. Il Campidoglio ha infatti potenziato la Polizia Locale, destinando oltre 130 nuovi agenti al solo Municipio V, ma il loro impiego non può colmare il vuoto lasciato dalle forze di polizia statali. I compiti dei vigili non consentono loro di sostituirsi agli apparati investigativi e repressivi impegnati nel contrasto alla criminalità organizzata.

Il presidente municipale riconosce il lavoro svolto da Prefettura e Questura, alle prese a loro volta con organici e risorse limitate. Punta però il dito contro la politica nazionale. La sua accusa è quella di una successione di “decreti spot” e annunci che, senza uomini e mezzi sufficienti, rischiano di rimanere sulla carta.

Sicurezza e rigenerazione devono procedere insieme

La richiesta di una maggiore presenza dello Stato, tuttavia, non rappresenta per il Municipio l’unica risposta possibile. La strategia immaginata per Roma Est passa anche dalla trasformazione fisica e sociale dei quartieri.

In collaborazione con il Campidoglio e l’assessorato alle Periferie, l’amministrazione municipale sta portando avanti interventi di riqualificazione degli spazi pubblici, recupero urbano e iniziative sociali. Lo scoppo è sottrarre progressivamente aree al degrado e alle attività criminali, creando luoghi nuovamente vissuti dai residenti.

Rigenerazione e sicurezza due strade parallele

È una partita nella quale sicurezza e rigenerazione finiscono inevitabilmente per intrecciarsi. Recuperare una piazza, illuminare uno spazio, riaprire un servizio o restituire una funzione a un’area abbandonata può contribuire a cambiare il volto di un quartiere. Ma, secondo il Municipio, senza un presidio dello Stato adeguato e continuativo anche questo lavoro rischia di perdere efficacia.

Da qui la richiesta della “zona rossa”. Non come soluzione miracolosa, ma come risposta immediata a una situazione che, soprattutto nel quadrante del Quarticciolo, continua a pesare sulla vita quotidiana di chi ci abita. E mentre Roma Est attende risultati concreti, il confronto politico si sposta inevitabilmente su una domanda. Quanto tempo ancora dovranno aspettare i quartieri più fragili prima che gli annunci si trasformino in presenza reale sul territorio?

Foto: questure.poliziadistato.it