
CALTAGIRONE – Non si placano le tensioni politiche all’interno del dibattito amministrativo di Caltagirone. Lunedì 28 settembre, il Consiglio comunale ha infatti proceduto alla bocciatura del Rendiconto 2025: su 20 consiglieri presenti (a fronte dei 11 voti favorevoli richiesti dal Regolamento), si sono registrati 10 voti favorevoli — interamente espressi dai rappresentanti del centrosinistra — a cui si sono contrapposti 9 voti contrari e un’astensione.
Il nodo contabile e il parere dell’Organo di Revisione
La bocciatura della proposta di deliberazione arriva nonostante quest’ultima avesse ottenuto il parere favorevole dell’Organo di Revisione, il quale aveva confermato la correttezza dei conti e il lavoro svolto dall’Amministrazione.
A seguito dello stallo consiliare, l’iter contabile proseguirà attraverso gli strumenti previsti dalla normativa: il Rendiconto sarà infatti esaminato dal commissario ad acta nominato dalla Regione e già insediatosi. Il commissario procederà secondo le proprie competenze, approvando il documento unitamente alla delibera di ripiano del disavanzo in dieci anni, in sostituzione e con i poteri del Consiglio comunale.
Il dibattito sulle origini del disavanzo finanziario
Al centro della contesa politica vi è l’origine del disavanzo di bilancio, quantificato in € 20.492.629,85. Dalla ricostruzione fornita dalla coalizione di governo emerge come tale importo derivi in gran parte dai € 22.492.628,85 del Fondo Anticipazione Liquidità (FAL) richiesti e ottenuti dalle precedenti amministrazioni (Bonanno e Ioppolo), inseriti per obbligo di legge di accantonamento del FAL per gli enti locali in dissesto finanziario a partire proprio dal Rendiconto 2025.
Secondo la nota diffusa, senza l’inserimento del FAL nel documento contabile il risultato di gestione avrebbe registrato un avanzo, a fronte di un disavanzo storico che nel 2020 ammontava a € 63.024.115,68. Un’eredità finanziaria complessa che l’attuale Amministrazione Roccuzzo rivendica di aver affrontato con senso di responsabilità, trasparenza e rigore.
Le preoccupazioni sui servizi e le ricadute amministrative
Dal fronte politico si leva inoltre un forte richiamo alla responsabilità istituzionale, ammonendo sul rischio che l’esito della votazione possa produrre rallentamenti burocratici significativi. Tra le criticità evidenziate figurano i possibili ritardi nell’assunzione del dirigente dei Lavori Pubblici, di otto agenti di Polizia locale, di cinque unità di ex cat. D e del dirigente destinato a sostituire quello prossimo alla pensione dal 1° ottobre — data a partire dalla quale il Comune si troverà con un unico dirigente per tutte le aree.
La coalizione di centrosinistra e l’Amministrazione Roccuzzo hanno ribadito la propria determinazione a proseguire l’azione di governo locale, sottolineando che “a chi preferisce rallentare risponderemo aumentando l’incisività e l’efficienza dell’azione amministrativa”.





























