Comiso, persi 230mila passeggeri: il Patto chiede chiarezza su Ryanair e SAC

L’aeroporto di Comiso continua a perdere traffico. Tra il 2022 e il 2025 i passeggeri sono passati da 364.735 a circa 134mila, con una perdita di circa 230mila viaggiatori e un calo del 63%.

Di fronte a questi numeri, il Patto per la Sicilia orientale torna a chiedere chiarezza sulla vicenda che nel 2023 portò alla rottura delle trattative tra Ryanair e SAC, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso.

Il Patto ha inviato due lettere, una a Ryanair e una ai vertici di SAC, chiedendo di conoscere la documentazione relativa agli incontri dell’aprile 2023: proposte, controproposte, corrispondenza e verbali. Le versioni delle due parti sono infatti differenti. Ryanair sostiene che l’accordo per il potenziamento dei voli fosse praticamente raggiunto, mentre SAC afferma che la compagnia avesse avanzato ulteriori richieste problematiche rispetto alle norme sugli aiuti di Stato.

«Entrambe le parti dichiarano di avere ragione. Entrambe dichiarano di avere i documenti. Li producano», afferma Franz Cannizzo, promotore del Patto, sottolineando che l’obiettivo non è difendere una delle due parti, ma tutelare il territorio.

La richiesta di risposta è fissata al 20 ottobre 2026, prima della presentazione delle offerte non vincolanti per la privatizzazione di SAC, prevista il 12 novembre.

Proprio la privatizzazione preoccupa il Patto, che chiede garanzie precise per il futuro di Comiso: un piano industriale autonomo, KPI vincolanti e un divieto esplicito di depotenziamento dello scalo.

La questione, secondo i promotori, non riguarda soltanto l’aeroporto. Il calo dei passeggeri rischia infatti di avere ripercussioni sul turismo, sulle imprese e sull’occupazione del territorio ibleo.

La richiesta è quindi chiara: fare luce su quanto accaduto nel 2023 e garantire che il futuro gestore di SAC consideri Comiso un’infrastruttura strategica, non uno scalo da ridimensionare.