
CALTAGIRONE – «Ogni cammino comincia con un primo passo, ma il nostro comincia con una benedizione». È con questo spirito di profonda devozione e fraternità che la città di Caltagirone si conferma punto di partenza d’eccellenza e riferimento per i numerosi pellegrini che scelgono di percorrere le vie storiche della Sicilia.
Il sagrato della Chiesa di San Giacomo rappresenta il vero e proprio fulcro spirituale dell’esperienza: è qui che i viaggiatori, con zaino in spalla e un bagaglio di aspettative ed emozioni, segnano l’inizio ufficiale del proprio percorso.
L’accoglienza e il rito della benedizione
Ad accogliere gli itineranti è Don Salvo, che si fa interprete dello spirito di fratellanza del Cammino consegnando la Credenziale del Pellegrino — il documento ufficiale che attesta il passaggio nei diversi luoghi di tappa.
Il momento centrale dell’avvio al viaggio si consuma sotto lo sguardo della statua di San Giacomo: una solenne e intesa benedizione affidata alla protezione del Santo Apostolo, rito semplice ma dal profondo valore simbolico che augura serenità, sicurezza e fortezza a ciascun viandante.
Un crocevia d’Italia: le storie dei pellegrini
Il Cammino di San Giacomo si conferma un catalizzatore di storie e culture provenienti da tutto il territorio nazionale. Tra le presenze più recenti si registrano gruppi giunti in bicicletta da Milano, affiancati da viandanti arrivati da Ragusa, Verona, Bolzano e da molteplici altre località d’Italia, a testimonianza di una rete di percorsi sempre più attrattiva e vissuta.
Le oasi del percorso: l’Eremo di Leano
Il valore dell’itinerario non risiede soltanto nel tragitto fisico, ma soprattutto nella rete di accoglienza che costella il territorio. Tra i punti di riferimento più significativi spicca l’Eremo di Leano, autentica oasi di ristoro spirituale e materiale custodita da Madre Fevronija.
Presso l’Eremo, i pellegrini possono riposare, rifocillarsi, apporre il timbro ufficiale sulla propria credenziale e condividere momenti di profondo scambio umano prima di riprendere il viaggio.
L’essenza del Cammino
Il Cammino di San Giacomo non si riduce a un conteggio di chilometri o alla mera traversata di paesaggi suggestivi: si declina come un’esperienza di crescita interiore, incontro con l’altro e riscoperta di sé stessi.
Rinnovando il tradizionale auguriodi fraternità «Ultreia et Suseia!» (“Sempre avanti, sempre più in alto!”), la comunità e i custodi del percorso rivolgono a tutti i pellegrini l’auspicio di un viaggio fecondo, sotto la costante protezione di San Giacomo.
































