“Liberi di scegliere”, a Caltagirone il confronto sul progetto di legge che offre una nuova vita ai figli e alle donne dei mafiosi

Un’iniziativa che punta a spezzare il legame con i contesti di criminalità organizzata, offrendo ai minori e alle donne appartenenti a famiglie mafiose la concreta possibilità di costruire un futuro diverso. È questo il cuore del progetto di legge “Liberi di scegliere”, al centro dell’incontro istituzionale che si è svolto a Palazzo di Città a Caltagirone.

A ricevere il presidente del Tribunale dei Minorenni di Catania, Roberto Di Bella, e la senatrice Vincenza Rando, prima firmataria al Senato del disegno di legge, è stato l’assessore comunale alla Legalità Giuseppe Fiorito. L’iniziativa, nata da un’idea del magistrato Roberto Di Bella, rappresenta oggi uno dei più importanti strumenti di contrasto culturale e sociale alla criminalità organizzata.

Il progetto “Liberi di scegliere”, già divenuto legge regionale, mira ad accompagnare minori e madri che intendono allontanarsi dagli ambienti mafiosi attraverso percorsi protetti, sostegno educativo, tutela istituzionale e nuove opportunità di inclusione sociale. L’obiettivo è quello di interrompere il passaggio generazionale della cultura criminale, garantendo ai giovani la possibilità concreta di scegliere un’esistenza libera dai condizionamenti mafiosi.

Durante l’incontro è stato approfondito l’iter legislativo che potrebbe presto trasformare il progetto in legge nazionale, ampliandone così la portata e rendendo strutturale un modello che negli anni ha già prodotto importanti risultati sul territorio.

“Il Comune di Caltagirone, già firmatario del protocollo Di Bella – ha dichiarato l’assessore Giuseppe Fiorito – è stato sempre in prima linea e capofila nel territorio nel promuovere il progetto, soprattutto nelle scuole e quindi con i ragazzi, e continuerà in quest’opera di collaborazione e condivisione. Ringrazio il presidente Di Bella e la senatrice Rando per il loro impegno e per il grande lavoro svolto nel portare avanti una legge che, a mio avviso, avrà un risvolto epocale”.

L’incontro ha rappresentato anche un momento di riflessione sull’importanza della cultura della legalità e del ruolo fondamentale delle istituzioni, della scuola e della società civile nel creare percorsi alternativi per chi decide di rompere con il passato criminale della propria famiglia.

Caltagirone si conferma così un punto di riferimento nel territorio per le iniziative dedicate alla promozione della legalità e alla diffusione di modelli educativi fondati sul rispetto delle regole, della libertà e della dignità della persona.

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