
Blitz della Guardia di Finanza nella Locride e in Sicilia. Sequestrati complessivamente 77 chili di stupefacenti. Secondo gli investigatori, tra il 2020 e il 2021 sarebbero stati movimentati oltre 1,6 milioni di euro in contanti
REGGIO CALABRIA – Quattro persone sono state arrestate dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria su un presunto traffico internazionale di sostanze stupefacenti con ramificazioni tra Calabria, Sicilia e diversi Paesi europei.
Le misure cautelari, eseguite tra Calabria e Sicilia, sono state disposte dal gip del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Procura, guidata dal procuratore Giuseppe Borrelli. Gli arrestati sono ritenuti, allo stato delle indagini e in relazione alle accuse contestate, gravemente indiziati di appartenere a un’associazione dedita al narcotraffico.
L’organizzazione nella Locride
L’inchiesta è stata condotta dal Gruppo della Guardia di Finanza di Locri e avrebbe permesso di ricostruire, secondo l’accusa, l’attività di un’organizzazione con base nella Locride.
Il gruppo avrebbe avuto il compito di procurare, trasportare e distribuire ingenti quantitativi di cocaina e marijuana, con un canale di distribuzione attivo anche in Sicilia e collegamenti internazionali con Germania, Austria e Repubblica Ceca.
Gli investigatori avrebbero ricostruito i rapporti tra fornitori e acquirenti, le trattative per l’acquisto delle sostanze e le modalità utilizzate per movimentare sia la droga sia il denaro.
Le comunicazioni attraverso piattaforme criptate
Un ruolo importante nell’indagine sarebbe stato svolto dall’analisi delle comunicazioni scambiate attraverso piattaforme criptate.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli indagati avrebbero utilizzato telefoni dedicati e una rete di corrieri incaricati di trasportare lo stupefacente e il denaro.
Per rendere più difficili i controlli, sarebbero state utilizzate anche automobili modificate con doppi fondi, mentre prima di alcune trasferte sarebbero entrati in azione rilevatori elettronici destinati a individuare eventuali microspie.
In alcuni spostamenti, inoltre, sarebbe stata utilizzata una sorta di rete di sicurezza con auto di staffetta, con l’obiettivo di verificare la presenza di eventuali controlli delle forze dell’ordine.
Oltre 77 chili di droga
Nel corso dell’attività investigativa sarebbe stato ricostruito un traffico complessivo di circa 77 chili di stupefacenti.
Nel dettaglio, si tratterebbe di:
- 54 chili di cocaina;
- 23 chili di marijuana.
Quantitativi che, secondo gli investigatori, sarebbero stati destinati alla successiva distribuzione attraverso una rete che dalla Calabria si sarebbe estesa alla Sicilia e ad alcuni Paesi europei.
Movimentati oltre 1,6 milioni di euro
Parallelamente al traffico di droga, l’indagine avrebbe consentito di ricostruire anche un consistente movimento di denaro contante.
Tra luglio 2020 e marzo 2021 sarebbero stati movimentati oltre 1,6 milioni di euro, ritenuti dagli investigatori almeno in parte riconducibili al traffico di stupefacenti.
Secondo l’ipotesi accusatoria, il denaro sarebbe stato inserito in un sistema di pagamento e riciclaggio attraverso canali finanziari paralleli, utilizzati per trasferire le somme legate agli affari illeciti.
Perquisizioni dopo gli arresti
Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari, i finanzieri hanno effettuato diverse perquisizioni nelle abitazioni e negli immobili nella disponibilità delle persone coinvolte nell’inchiesta.
L’operazione rappresenta il risultato di un’attività investigativa sviluppata dalla Guardia di Finanza della Locride e coordinata dalla Dda reggina, che ha seguito i presunti movimenti di droga e denaro e i collegamenti dell’organizzazione oltre i confini regionali e nazionali.
Le responsabilità degli indagati dovranno ora essere accertate nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.





























