
Christine Lagarde lascerà la presidenza della Banca centrale europea il 7 febbraio 2027, con circa otto mesi di anticipo rispetto alla naturale scadenza del mandato. La decisione, dopo mesi di indiscrezioni e smentite, è stata ufficializzata dallo stesso istituto di Francoforte, che ha comunicato di aver ricevuto dalla presidente la notifica delle dimissioni. Il direttivo ha salutato la sua uscita con un ringraziamento formale e un’ovazione.
Anche il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha confermato di aver ricevuto la comunicazione, riconoscendo a Lagarde il merito di aver guidato l’istituzione in una fase particolarmente complessa per l’economia internazionale. Pandemia, conflitti, crisi energetica e impennata dell’inflazione hanno segnato gran parte del suo mandato, mettendo alla prova la stabilità dell’Eurozona.
La decisione anticipata, tuttavia, non arriva del tutto a sorpresa. Le voci su un possibile addio circolavano da mesi. E, dopo aver inizialmente escluso questa eventualità, la stessa Lagarde aveva lasciato intendere di poter valutare un nuovo incarico. Mettendosi a disposizione delle istituzioni europee e dell’opinione pubblica francese.
La successione e gli equilibri politici europei
Dietro la tempistica delle dimissioni si intravede anche una partita politica di rilievo. L’uscita di scena di Lagarde consentirà infatti a Emmanuel Macron di partecipare alla scelta del suo successore prima delle elezioni presidenziali francesi, nel 2027, che potrebbero ridisegnare gli equilibri politici di Parigi. Un passaggio tutt’altro che secondario, considerando il peso della Francia nelle decisioni europee e il possibile scenario di un’affermazione dell’estrema destra di Marine Le Pen.
Lagarde andrà a Ginevra?
Per Lagarde, invece, si profila un futuro alla guida del World Economic Forum di Ginevra. L’organizzazione, dopo l’uscita di scena del fondatore Klaus Schwab, è alla ricerca di una nuova leadership e il nome dell’attuale presidente della Bce sarebbe tra quelli maggiormente accreditati. La nomina potrebbe essere formalizzata già nella prossima riunione del consiglio direttivo.
Nel frattempo, la presidente uscente rivendica il lavoro svolto in questi sette anni, dichiarando di lasciare una Banca centrale solida e preparata ad affrontare le sfide future. Un bilancio che non cancella alcune tensioni interne emerse negli ultimi mesi, soprattutto nei rapporti con una parte del personale dell’istituto.
Chi prenderà il posto di Lagarde?
La procedura per individuare il nuovo presidente partirà immediatamente. Antonio Costa ha annunciato l’avvio dell’iter. Con l’obiettivo di consentire al Consiglio europeo, nella composizione riservata ai Paesi dell’Eurozona, di arrivare a una decisione nei tempi previsti dai trattati comunitari.
I papabili
Al momento, i candidati considerati più accreditati sono due. L’olandese Klaas Knot, già presidente della banca centrale dei Paesi Bassi, e lo spagnolo Pablo Hernández de Cos, ex governatore della Banca di Spagna.
Anche la Germania guarda con interesse al rinnovo dei vertici dell’istituto. Berlino potrebbe infatti puntare alla posizione di capo economista della Bce, che a maggio sarà lasciata libera dall’irlandese Philip Lane.
La successione di Lagarde si annuncia dunque come una partita delicata, nella quale si intrecciano competenze economiche, equilibri nazionali e strategie politiche. La scelta del prossimo presidente non riguarderà soltanto la guida della Banca centrale, ma anche l’indirizzo che l’Europa intenderà imprimere alle proprie politiche monetarie nei prossimi anni.
Foto: euronews.com
































