
Abbiamo intervistato in esclusiva per Prima Stampa il Fisioterapista Giuseppe Salvaggio
Perché, secondo lei Dott. Salvaggio, Caltanissetta merita di essere presa in considerazione come sede del Policlinico Universitario del Centro Sicilia?
Ritengo che Caltanissetta abbia caratteristiche concrete che meritano un’attenta valutazione: la presenza dell’Ospedale Sant’Elia, il corso di Medicina dell’Università degli Studi di Palermo, il CEFPAS e una posizione territoriale che può rappresentare un punto di riferimento per un bacino più ampio. Non chiedo una scelta dettata dal campanilismo, ma una comparazione seria e trasparente tra le possibili sedi, nell’interesse della Sanità Siciliana.
Quali vantaggi potrebbe offrire l’Ospedale Sant’Elia, classificato come DEA di II livello, rispetto all’Ospedale Umberto I di Enna, classificato come DEA di I livello?
Un DEA di II livello dispone di una rete di specialità e di competenze per affrontare emergenze di maggiore complessità. Questo potrebbe rappresentare un punto di partenza interessante per integrare assistenza ospedaliera, formazione universitaria e ricerca. Naturalmente, la classificazione non basta da sola a determinare la sede di un Policlinico, ma è un elemento importante da inserire in una valutazione complessiva.
Quale ruolo potrebbero svolgere il corso di Medicina dell’Università di Palermo e il CEFPAS nello sviluppo del futuro Policlinico?
Potrebbero rappresentare due risorse importanti da mettere in rete. Il corso di Medicina offre una base universitaria già presente, mentre il CEFPAS dispone di competenze e strutture dedicate alla formazione e alla simulazione sanitaria. Una loro integrazione con l’Ospedale Sant’Elia potrebbe favorire un sistema in cui assistenza, formazione e ricerca dialoghino in maniera più stretta.
In che modo la popolazione della provincia di Caltanissetta e i collegamenti stradali potrebbero influire sulla scelta della sede?
La provincia di Caltanissetta conta oltre 245 mila residenti, rispetto ai circa 153 mila della provincia di Enna. È un dato che merita attenzione, pur non essendo sufficiente da solo a determinare la scelta. Anche la posizione di Caltanissetta e i collegamenti con la SS 640 e l’autostrada A19 dovrebbero essere valutati attraverso uno studio dei tempi di percorrenza e dei flussi di mobilità sanitaria, per capire quale sede possa risultare più accessibile per i cittadini.
Quali criteri dovrebbero utilizzare le istituzioni per scegliere la sede del Policlinico in modo trasparente e nell’interesse di tutta la collettività siciliana?
A mio avviso le istituzioni dovrebbero basarsi su criteri oggettivi e verificabili: qualità e complessità delle strutture ospedaliere, presenza universitaria, possibilità di sviluppare ricerca e formazione, accessibilità territoriale, bisogni della popolazione e sostenibilità economica. Sarebbe importante rendere pubblici i criteri adottati e le valutazioni sulle diverse sedi. Non si tratta di favorire un territorio a discapito di un altro, ma di individuare la soluzione che risponda meglio alle esigenze dell’intera Sicilia.
































