
Abbiamo intervistato in esclusiva per Prima Stampa Francesco Borelli Onorevole nazionale di Alleanza Verdi.
Cosa l’ha spinta a entrare in politica e quali valori guidano oggi il suo impegno pubblico? Mi ha spinto l’insofferenza viscerale verso la rassegnazione e l’arroganza di chi pensa che le regole valgano solo per i fessi. Sono entrato in politica prima di tutto per difendere l’ambiente, ma parallelamente ho sempre portato avanti una battaglia per la giustizia sociale, a difesa dei cittadini per bene che desiderano un cambiamento. Per questo ogni giorno mi impegno con tutte le mie forze per combattere il degrado, la criminalità, l’abusivismo e le ingiustizie sociali che soffocano i nostri territori. Lo faccio per strada, tra i cittadini e non sarò mai uno di quei politici che pontifica dall’alto del suo scranno.
Qual è, secondo lei, la sfida più importante che l’Italia deve affrontare in questo momento? La sfida prioritaria è il ripristino della sicurezza nei nostri quartieri, unito al contrasto della criminalità giovanile. E’ questa una piaga che si sta diffondendo in tutte le grandi città. Giovanissimi pronti a tutto pur di inseguire il miraggio di un guadagno facile, attratti da una vita di criminalità e violenza, sempre più diffusa e mitizzata attraverso i social network. Accanto a questo bisogna intervenire seriamente sui costi dell’energia e sui problemi legati al mondo del lavoro. Qui al Sud abbiamo vissuto una crisi drammatica solo pochi giorni fa a seguito dello sciopero degli autotrasportatori, mentre nelle piazze migliaia di cittadini continuano a protestare contro il carovita, che sta soffocando il futuro delle nuove generazioni. Sono problemi di cui un governo serio dovrebbe preoccuparsi in modo prioritario, invece di pensare al bollo auto e alle targhe personalizzate.
Quanto è importante ascoltare le esigenze delle persone comuni e come cerca di dare risposte concrete alle loro richieste? Per me è l’unica ragione d’essere della politica. La mia agenda non la decidono le segreterie di partito, ma le segnalazioni quotidiane della gente. Rispondo mettendo la faccia dove altri, invece, preferiscono girarsi dall’altra parte. Vado personalmente sui territori, denuncio pubblicamente, presento esposti alla Procura, interrogazioni parlamentari e note formali alle autorità, sono sempre in prima linea a difesa di chi subisce torti o soprusi, intervenendo con gli strumenti previsti dal nostro ordinamento. Credo che questo sia l’unico scopo di ogni politico.
Quali cambiamenti ritiene necessari per garantire un futuro migliore alle nuove generazioni? Sicuramente i temi della sicurezza e del contrasto alla violenza giovanile sono prioritari, ma accanto a questo servono risposte strutturali su lavoro dignitoso, pensioni, scuola e futuro dell’economia. Ma per farlo, prima di tutto bisogna ascoltare i giovani. In queste settimane sono stato nei licei, tra i ragazzi durante le occupazioni, per guardarli negli occhi e capire davvero cosa li spinge a scendere in piazza. Non si può liquidare il disagio giovanile con delle frasi fatte, i nostri ragazzi vedono un futuro di precarietà e lavoro sottopagato, senza garanzie per il domani. Il compito della politica non è dare lezioni, ma ascoltare i loro problemi, intervenire sul lavoro stabile e restituire centralità all’istruzione. Solo stando al loro fianco si ricostruisce la fiducia e si trovano soluzioni vere per la società
Guardando al suo percorso politico, quale risultato considera più significativo e quale obiettivo vorrebbe ancora raggiungere? Il risultato più significativo non è una targa o un incarico, ma l’essere riuscito a rompere il muro dell’omertà su tantissime vicende, dimostrando ai cittadini che non sono soli e che denunciare è la cosa giusta. Ogni occupazione abusiva liberata, ogni truffa svelata e ogni piccolo o grande atto di arroganza fermato rappresentano una vittoria della parte sana della società. L’obiettivo che voglio ancora raggiungere è sradicare la rassegnazione: voglio vedere le nostre piazze e le nostre strade restituite alla gente perbene, con un sistema di giustizia e di sanità pubblica che funzioni davvero e che protegga chi ha bisogno, senza mai fare un solo passo indietro di fronte ai criminali.
































