Ponte Morandi, la nuova sorveglianza entra nel vivo Controlli fino a dicembre e 15 milioni per la manutenzione

Il nuovo sistema di monitoraggio

Il Ponte Morandi di Roma cambia pelle, almeno sul fronte dei controlli. Con l’autunno entra nel vivo il percorso avviato da Anas per dotare il viadotto Franco Della Scala, lungo la A91 Roma-Fiumicino, di un nuovo sistema permanente di monitoraggio strutturale. Un passaggio tecnologico importante per una delle infrastrutture più delicate della viabilità romana, che non coincide però con la fine delle verifiche. Infatti, il ponte continua a essere osservato attraverso una rete di controlli già attiva.

Traguardo fissato entro il mese di dicembre

L’obiettivo indicato da Anas è arrivare alla piena operatività del nuovo sistema entro dicembre 2026. Scadenza realistica poiché dopo l’installazione della nuova strumentazione, la fase di taratura consentirà la messa a punto della lettura dei dati e produrrà i primi risultati diagnostici entro novembre. Il nuovo impianto sostituirà quello entrato in servizio nel 2023, aggiornando così una piattaforma di sorveglianza destinata a seguire in maniera continuativa l’evoluzione dell’opera.

Il ponte non aspetta dicembre per essere controllato

C’è un aspetto forse ancora più importante. La sorveglianza prosegue infatti attraverso diagnostica strutturale, verifiche mirate sulle zone più sensibili e monitoraggi topografici estesi all’intera infrastruttura. Sono inoltre previste nuove analisi dinamiche degli stralli, che potranno essere confrontate con le campagne effettuate nel 1999, 2019 e 2022. Sul versante geotecnico vengono utilizzati anche sistemi inclinometrici e piezometrici, mentre ulteriori informazioni vengono ricavate dall’analisi dei dati satellitari interferometrici.

L’osservazione tecnica di Anas parte già dal 1999

È un’attività che affonda le radici lontano nel tempo. Anas sottolinea infatti come il presidio tecnico sul viadotto sia attivo dal 1999, attraverso campagne diagnostiche, verifiche strutturali, manutenzioni e caratterizzazioni dinamiche progressivamente più articolate. Tra il 2020 e il 2022 le indagini hanno interessato, tra gli altri elementi, impalcati, stralli, antenne, pile, spalle e dispositivi di vincolo. Utilizzando tecniche come georadar, tomografie, termografie, endoscopie e prove sui materiali.

E proprio i risultati delle verifiche in corso serviranno a costruire il passo successivo. Anas ha infatti avviato la progettazione di un programma di manutenzione straordinaria dal valore complessivo di circa 15 milioni di euro. La fase progettuale dovrebbe concludersi entro febbraio 2027 e incorporerà gli esiti degli approfondimenti diagnostici in corso, prima di procedere con l’iter per l’acquisizione dei necessari pareri.

Per gli automobilisti che percorrono quotidianamente la Roma-Fiumicino, dunque, dicembre non rappresenta una sorta di “scadenza della sicurezza”. Ma il compimento del completamento di una nuova infrastruttura tecnologica di controllo. Il monitoraggio, infatti, non si ferma mai: cambia strumenti, aumenta la quantità di dati raccolti e prepara il terreno agli interventi che saranno definiti in base delle condizioni effettivamente rilevate.

Test continui a garanzia della sicurezza

Una sorta di check-up permanente per un ponte che, mentre continua a sostenere ogni giorno il traffico tra Roma e l’aeroporto di Fiumicino, si prepara a un ulteriore capitolo della sua lunga storia di manutenzione e sorveglianza.

Foto: iltabloid.it