
TORINO – Una vicenda incredibile che ha dell’incredibile, andata avanti per settimane, se non per mesi, nel silenzio e nella fiducia dei fedeli. Si faceva chiamare don Salam Faragalla e celebrava regolarmente la Santa Messa a Torino, alternandosi in ben tre parrocchie del quartiere Pozzo Strada. L’unico problema, emerso dopo le opportune verifiche della Curia, è che l’uomo non è un sacerdote e, con ogni probabilità, il suo nome non è nemmeno quello con cui si è fatto accreditare.
La scoperta grazie alla segnalazione di un parrocchiano
A smascherare il finto religioso è stato don Giuliano Naso, parroco di San Leonardo Murialdo e di Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù. A spingerlo ad approfondire la situazione è stata la ferma segnalazione di un parrocchiano che, insospettito dai modi e dai comportamenti del sedicente sacerdote, si era rivolto direttamente al parroco con queste parole: «Mi creda don Giuliano, quello è tutto meno che un prete».
Di fronte al dubbio circostanziato, la diocesi ha immediatamente avviato una serie di controlli incrociati che hanno rapidamente confermato l’inghippo, svelando la totale assenza di titoli ecclesiastici o di autorizzazioni canoniche da parte del falso celebrante.
L’intervento della Curia e la denuncia alla Procura
La reazione della Chiesa torinese è stata tempestiva. Alberto Riccadonna, portavoce dell’arcivescovo Roberto Repole, ha confermato l’avvenuto allontanamento dell’uomo dalle comunità parrocchiali in cui operava. Non solo: la Curia ha depositato una denuncia formale nei suoi confronti presso la Procura della Repubblica, ipotizzando a suo carico il reato di truffa.
L’intera vicenda ha lasciato sgomenti i fedeli delle parrocchie coinvolte, sollevando interrogativi sui controlli legati all’accoglienza dei ministri di culto itineranti e confermando il valore determinante della vigilanza e della collaborazione attiva all’interno delle comunità parrocchiali.
@RIPRODUZIONE VIETATA, TUTTI I DIRITTI RISERVATI
FONTE: REDAZIONE LA STAMPA
































