
L’Istituto Superiore di Sanità segnala criticità nella qualità del riposo: il 30% degli adulti dorme sei ore o meno e il 17% dei bambini non raggiunge nove ore nelle notti scolastiche. Da Salute.it l’appello a promuovere abitudini più sane.
ROMA, 22 ottobre 2026 – Dormire bene è fondamentale per la salute, ma per molti italiani il riposo notturno resta insufficiente o poco soddisfacente. A richiamare l’attenzione sul problema è Salute.it, piattaforma di informazione sanitaria, che sottolinea l’importanza di riconoscere le difficoltà legate al sonno e adottare comportamenti utili a migliorare il benessere quotidiano.
Secondo uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), condotto nel 2019 su 3.120 persone, il 30% degli intervistati dormiva sei ore o meno per notte, mentre il 14% giudicava insoddisfacente la qualità del proprio sonno. Un successivo rilevamento effettuato durante il lockdown ha evidenziato un aumento del 22% delle persone con sonno insufficiente e del 128% di quelle che riferivano una qualità insoddisfacente del riposo.
Si tratta di dati riferiti a periodi differenti, che non descrivono necessariamente la situazione attuale, ma contribuiscono a evidenziare la rilevanza del problema e le sue possibili conseguenze sulla qualità della vita.
Bambini, il riposo insufficiente è più frequente al Sud
Particolare attenzione è rivolta ai più piccoli. Secondo l’indagine nazionale OKkio alla SALUTE 2023, pubblicata dall’ISS nel 2025, il 17% dei bambini italiani dorme meno di nove ore nelle notti che precedono i giorni di scuola, mentre soltanto il 20,2% raggiunge almeno dieci ore di riposo.
Le percentuali di sonno insufficiente risultano generalmente più elevate nelle regioni meridionali rispetto a quelle del Centro e del Nord. Un elemento che richiama l’importanza di promuovere abitudini corrette fin dall’infanzia, coinvolgendo le famiglie e favorendo una maggiore attenzione ai ritmi quotidiani dei bambini.
Tra gli adulti, invece, le donne riferiscono più frequentemente una qualità insoddisfacente del sonno. Le difficoltà tendono inoltre ad aumentare con l’età e risultano associate anche a condizioni socioeconomiche svantaggiate.
Feroli: «Dormire bene significa investire nella propria salute»
«Abbiamo imparato a considerare l’alimentazione e l’attività fisica strumenti fondamentali di prevenzione, ma troppo spesso dimentichiamo il sonno», dichiara Roberto Feroli, CEO di TuttoBene TV e Project Manager di Salute.it.
«Non possiamo normalizzare la stanchezza continua, i risvegli notturni e la difficoltà a recuperare energie. Il riposo influenza concentrazione, equilibrio emotivo e qualità della vita. È necessario promuovere una maggiore consapevolezza, soprattutto tra giovani, famiglie e persone che affrontano ritmi lavorativi particolarmente impegnativi».
Le buone abitudini per migliorare il sonno
Per favorire un riposo adeguato, Salute.it richiama alcune semplici indicazioni da integrare nella vita quotidiana. Mantenere orari regolari per coricarsi e svegliarsi, ridurre l’utilizzo di smartphone e dispositivi digitali prima di andare a letto e creare un ambiente notturno buio e silenzioso sono accorgimenti che possono contribuire a migliorare la qualità del sonno.
È inoltre consigliabile limitare caffeina e alcol nelle ore serali, evitare pasti troppo abbondanti prima di coricarsi e praticare attività fisica con regolarità. Anche l’esposizione alla luce naturale durante il giorno e una routine serale rilassante possono aiutare a mantenere ritmi sonno-veglia più equilibrati.
Per gli adulti, il riferimento generale è di almeno sette ore di sonno per notte, fermo restando che il fabbisogno può variare in base all’età e alle caratteristiche individuali.
Stress e salute mentale: un rapporto a doppio senso
Le difficoltà del sonno non dipendono soltanto dalla stanchezza fisica. Stress, preoccupazioni, alterazioni dei ritmi circadiani ed esposizione alla luce nelle ore serali possono interferire con i meccanismi biologici che regolano l’alternanza tra veglia e riposo.
Il rapporto tra sonno e salute mentale è inoltre bidirezionale: dormire male può compromettere il benessere psicologico, mentre ansia e stress possono rendere più difficile addormentarsi o mantenere un sonno continuativo.
Per questo motivo, quando le difficoltà persistono, è importante non sottovalutarle e rivolgersi a un professionista sanitario, evitando di affidarsi esclusivamente a soluzioni improvvisate.
«La prevenzione comincia dai piccoli gesti quotidiani», conclude Feroli. «Attraverso Salute.it vogliamo offrire informazioni affidabili e consigli concreti, ricordando che quando le difficoltà diventano persistenti è necessario rivolgersi a un professionista sanitario. Dormire bene non è un lusso, ma una necessità».
Il sonno si conferma così una componente essenziale della prevenzione, al pari di una corretta alimentazione e dell’attività fisica. Promuovere una maggiore consapevolezza, soprattutto tra i più giovani, significa investire nella salute individuale e collettiva.
Fonte: comunicato stampa Salute.it; dati dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’indagine nazionale OKkio alla SALUTE 2023.
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