Casa Bosco Colto, il progetto degli studenti riapre i percorsi nel cuore del Bosco di Santo Pietro

Quattro giorni di lavoro sul campo per recuperare antichi percorsi, realizzare opere in pietra a secco e restituire alla comunità nuovi spazi di incontro e fruizione del paesaggio.

Il progetto incontra la tradizione e si trasforma in un’esperienza concreta di cura del territorio. Nel Bosco di Santo Pietro, gli studenti della SDS Architettura di Siracusa, nell’ambito del corso di Architettura e Patrimonio culturale (DICAr), hanno partecipato a un workshop dedicato alla realizzazione di interventi di architettura vernacolare, con l’obiettivo di recuperare e valorizzare i sentieri di Casa Bosco Colto e le aree circostanti il borgo di Santo Pietro.

Per quattro giornate, l’aula universitaria si è trasferita nel bosco. Attraverso il lavoro manuale e l’utilizzo delle tecniche costruttive tradizionali siciliane, gli studenti hanno realizzato muretti di contenimento, gradini e scale in pietra a secco, restituendo accessibilità a luoghi da tempo nascosti dalla vegetazione.

L’iniziativa rientra nel corso di Architecture and Landscape Design Studio, coordinato dai professori Marco Navarra e Fabrizio Foti, con il supporto degli assistenti Anna Minissale e Benedetto D’Antoni.

Protagonista del workshop è stata la tecnica dei muretti a secco, una delle espressioni più antiche della tradizione costruttiva rurale siciliana. Senza malta né altri leganti, questa tecnica affida la stabilità al sapiente incastro delle pietre. A guidare gli studenti sono stati i giovani artigiani Giulio Domina e Andrea Cicero, che hanno condiviso competenze ed esperienza, favorendo la trasmissione dei saperi locali.

Sentieri recuperati e nuovi spazi da vivere

Gli studenti, organizzati in gruppi, si sono occupati della pulizia e del ripristino dei sentieri del Piccolo Teatro di GiadA, riportando alla luce percorsi cancellati dalla vegetazione. Altri hanno curato la potatura e il recupero di alcuni luoghi significativi di Casa Bosco Colto, tra cui la «Stanza del Carrubo», nei pressi dell’antico Baglio, gli accessi allo Zucca Gazebo e la Stanza del Gelso.

Gli interventi danno continuità alle attività del Campus Bosco Colto 2026 e comprendono anche muri di contenimento e scale in pietra, realizzati per stabilizzare il terreno e rendere accessibili aree prima difficilmente raggiungibili.

Le nuove opere contribuiscono inoltre a collegare il Giardino dell’Amicizia Sociale (GiadA) con il Giardino della Costituzione in Pineta, creando una rete di percorsi più accessibile e fruibile.

Un patrimonio restituito alla comunità

Il risultato è un insieme di spazi recuperati e nuovi collegamenti che favoriscono la scoperta e la frequentazione del bosco. Un’esperienza che ha permesso agli studenti di confrontarsi direttamente con il paesaggio, i materiali e le tecniche della tradizione, andando oltre la dimensione teorica della formazione universitaria.

Anche alcuni residenti di Santo Pietro hanno seguito e sostenuto le attività, partecipando con interesse a un’iniziativa che rafforza il rapporto tra università, territorio e comunità locale.

Recuperare un sentiero e costruire un’opera in pietra significa non soltanto valorizzare il paesaggio, ma restituire alla collettività luoghi da vivere, attraversare e condividere.

Foto di Benedetto D’Antoni