Sanità siciliana sotto esame, 43 strutture rimandate nel report Agenas 2025

Sanità siciliana sotto osservazione: 43 ospedali “rimandati” nel nuovo report Agenas

Prestazioni insufficienti e criticità nella gestione dei dati clinici

Il Programma Nazionale Esiti 2025 di Agenas traccia un quadro preoccupante per la sanità siciliana. Su 103 strutture monitorate, 43 risultano “rimandate” per prestazioni insufficienti o per gravi anomalie nella codifica dei dati clinici. Il monitoraggio prende in esame 218 indicatori distribuiti in otto aree strategiche, tra cui cardiologia, neurologia, chirurgia, maternità, ortopedia e nefrologia.

I risultati confermano che nessun ospedale siciliano raggiunge la fascia di alta qualità, mentre molti registrano performance inferiori agli standard richiesti. Sebbene emergano alcune eccellenze, queste restano isolate. Nel complesso, il sistema regionale mostra fragilità diffuse, soprattutto nei reparti di maternità, nei pronto soccorso e negli interventi cardiovascolari.

Il report evidenzia anche un forte divario territoriale. La Sicilia, insieme alla Campania, è tra le regioni con il numero più alto di strutture sotto osservazione. Questa situazione conferma l’esistenza di un’Italia sanitaria a due velocità. Per gli ospedali “rimandati” scatteranno ora audit interni e verifiche obbligatorie con l’obiettivo di migliorare sicurezza e qualità delle cure. Tuttavia, la vastità delle criticità solleva dubbi sulla reale capacità di intervento del sistema sanitario regionale, già segnato da carenze di personale, reparti obsoleti e servizi non omogenei.

Per i cittadini, il quadro restituito da Agenas è chiaro e allarmante: troppi ospedali non garantiscono standard adeguati, alimentando sfiducia e intensificando la mobilità sanitaria verso altre regioni.


Caltagirone, ospedale “Gravina e Santo Pietro” ancora in difficoltà

Personale ridotto, servizi fragili e reparti sotto pressione

Il report Agenas riporta l’attenzione anche sulla sanità del Calatino. L’ospedale “Gravina e Santo Pietro” di Caltagirone continua a fare i conti con carenze di personale, servizi ridotti e tempi di attesa spesso superiori alla media regionale. Il pronto soccorso rimane sotto pressione costante. Inoltre, reparti come ortopedia, cardiologia e diagnostica manifestano periodiche difficoltà organizzative, che incidono in modo diretto sulla qualità dell’assistenza.

Negli ultimi mesi sono stati avviati alcuni interventi di riorganizzazione e diversi investimenti tecnologici. Tuttavia, la struttura deve servire un bacino d’utenza molto ampio, che comprende gran parte del territorio calatino. Di conseguenza, garantire servizi pienamente efficienti resta complesso.

Il quadro delineato da Agenas conferma la necessità di un ulteriore potenziamento. L’auspicio è che i prossimi finanziamenti regionali possano rafforzare concretamente l’offerta sanitaria locale e migliorare la risposta alle esigenze dei cittadini.