
Una novità suggestiva
A Roma la street art prova a superare i confini della vista e diventa un’esperienza accessibile anche a chi non vede. È stato inaugurato a Testaccio un nuovo murale pensato per essere percepito non soltanto con gli occhi, ma anche attraverso il tatto, grazie a rilievi, volumi e differenti texture inseriti nella superficie dell’opera.
Il dipinto, realizzato dall’artista Jerico Cabrera Carandang sulla parete dell’Istituto Superiore De Amicis Cattaneo, porta un messaggio dedicato alla tutela della vista. “La vista è una perla preziosa, proteggila con la prevenzione”. L’opera ha una valenza duale: artistica e sociale, e si prefigge di rendere la comunicazione sul tema della salute degli occhi accessibile anche alle persone cieche e ipovedenti.
In pieno tema con la Giornata Mondiale
Un progetto nato nell’ambito delle iniziative legate alla Giornata Mondiale della Vista 2026, promossa dalla Fondazione IAPB Italia ETS, sezione italiana dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità.
La particolarità dell’opera sta soprattutto nella sua struttura. Il colore, infatti, non è l’unico elemento attraverso il quale il murale racconta la propria storia. La superficie è stata lavorata creando forme e consistenze riconoscibili al tatto. Trasformando quella che normalmente sarebbe un’immagine esclusivamente visiva in un racconto che può essere esplorato anche con le mani.
Il percorso figurativo
Si sviluppa lungo tre campate consecutive del muro dell’istituto. La narrazione segue una trasformazione progressiva. Si parte dalla rappresentazione di una perla, scelta come simbolo di qualcosa di prezioso e fragile che necessita di protezione. E si arriva gradualmente alla raffigurazione dell’occhio.
Finalità
Lo scopo non è soltanto quello di attirare l’attenzione attraverso un’opera insolita, ma di utilizzare l’arte urbana come strumento di sensibilizzazione sulla prevenzione. E anche sull’importanza di individuare tempestivamente eventuali problemi alla vista.
Il presidente IAPB
“L’arte urbana è un potente strumento di comunicazione e coinvolgimento sociale e sanitario”, ha spiegato il presidente di IAPB Italia, Mario Barbuto. Sottolineando come la particolare lavorazione della pittura permetta di trasformare la superficie del murale in qualcosa che possa essere anche “letto” attraverso il tatto. In questo modo, secondo Barbuto, l’opera diventa un’esperienza fisica e inclusiva, capace di comunicare anche con chi ha una capacità visiva ridotta o ne è privo.
Un’iniziativa che si inserisce anche nel più ampio tema della riqualificazione degli spazi pubblici attraverso la cultura. Per l’assessore alle Periferie di Roma Capitale, Pino Battaglia, il confronto tra arte urbana e territorio può contribuire a restituire valore ai luoghi condivisi e al patrimonio edilizio pubblico.
Il risultato, in questo caso, è una parete che non chiede semplicemente di essere osservata. Invita anche a essere esplorata. E trasforma un muro di Testaccio nell’esempio concreto di come arte, prevenzione e inclusione possano incontrarsi nello stesso spazio.
Foto: sanitainformazione.it































