
Dopo i pensionamenti, migliaia di famiglie rischiano di non avere un pediatra di libera scelta vicino casa. Il dottor Tommaso Leggio si è offerto di prestare servizio gratuitamente, con il sostegno dei sindaci del territorio.
GRAMMICHELE – La carenza di pediatri di libera scelta torna al centro dell’attenzione nel Calatino. A Grammichele, Vizzini e Licodia Eubea, numerose famiglie devono fare i conti con la difficoltà di trovare un punto di riferimento sanitario per i propri figli, soprattutto dopo il pensionamento di medici che garantivano l’assistenza pediatrica sul territorio.
A Licodia Eubea, la cessazione dell’incarico della pediatra in servizio ha lasciato le famiglie senza un pediatra convenzionato con il Servizio sanitario nazionale. Una situazione che, secondo le testimonianze raccolte dalla stampa locale, costringe i genitori a cercare alternative, con possibili spostamenti verso altri comuni e il ricorso a visite private.
Anche a Grammichele il problema è legato al pensionamento di due pediatri. Le difficoltà riguardano l’assistenza quotidiana ai bambini, ma anche la possibilità di ottenere certificazioni e di avere un professionista a cui rivolgersi in caso di necessità.
A Vizzini la criticità è stata segnalata dalle famiglie insieme a quella di Licodia Eubea. Il problema si inserisce in un quadro più ampio che interessa le aree interne, dove il ricambio dei medici e la copertura degli incarichi vacanti rappresentano una sfida per la continuità dei servizi sanitari.
La proposta di assistenza gratuita
Un’iniziativa concreta è arrivata dal pediatra in pensione Tommaso Leggio, che ha manifestato la disponibilità a mettere gratuitamente la propria professionalità a disposizione dei bambini di Grammichele, Vizzini, Licodia Eubea e Mineo.
Il progetto prevede l’attivazione di un presidio di assistenza pediatrica solidale presso la Casa della Comunità di Grammichele. La proposta, sostenuta dai sindaci dei quattro comuni, è stata sottoposta alla Direzione generale dell’ASP di Catania e al Distretto sanitario di Caltagirone.
Per rendere operativo il servizio, è necessario definire con l’azienda sanitaria le condizioni organizzative e autorizzative, compreso l’accesso ai sistemi informatici e agli strumenti necessari per la prescrizione di farmaci e visite specialistiche. I promotori hanno inoltre richiesto un supporto infermieristico.
La richiesta all’ASP: una soluzione stabile
L’iniziativa rappresenta una possibile risposta nell’immediato, ma resta aperta la questione strutturale: garantire una presenza pediatrica stabile, senza affidare l’assistenza dei bambini esclusivamente alla disponibilità volontaria di un medico in pensione.
Le famiglie chiedono un servizio accessibile e continuativo, mentre le amministrazioni locali sollecitano l’ASP di Catania a individuare una soluzione praticabile. La priorità è assicurare ai bambini un punto di riferimento sanitario e ridurre gli spostamenti necessari per ricevere assistenza.
La vicenda del Calatino riporta così al centro il tema della tutela sanitaria nei piccoli comuni: il diritto alle cure deve tradursi in servizi concretamente disponibili anche nei territori lontani dai principali centri urbani.
































