
A Roma le regole cambiano in corsa. Arriva un bel canone da 1.000 euro all’anno per le auto a batteria e, revoca della sosta gratuita per le mild hybrid. Così, chi aveva puntato sull’auto elettrica per ovvi motivi di mobilità, per dirla alla romana: “se la pija ‘nder secchio”.
Roma non fa’ la stupida…
Evidentemente, qualcuno ha deciso che gli incentivi alla mobilità “verde” sono diventati un lusso da revocare con nonchalance. Due nuove direttive firmate dall’assessore alla Mobilità, Eugenio Patanè, riscrivono le regole. Le auto elettriche dovranno iniziare a pagare per entrare nelle ZTL e le mild hybrid possono tranquillamente scordarsi la sosta gratuita sulle strisce blu. Il tutto deve ancora passare dalla Giunta, ma intanto la polemica è già esplosa, e ci mancherebbe altro.
Mille euro l’anno: il prezzo della virtù ecologica
Possedere un’auto elettrica, a quanto pare, non è più una scelta da incoraggiare ma un privilegio da tassare. Se le nuove norme vedranno la luce, chi guida un’elettrica e vuole entrare in centro dovrà sborsare la modica cifra di 1.000 euro l’anno. Certo, residenti, disabili, rappresentanti di commercio e clienti degli hotel saranno risparmiati, per tutti gli altri, benvenuti alla cassa.
La motivazione? Ci sono troppe autorizzazioni gratuite, circa 75.000, e continuano ad aumentare. Incredibile: persone che scelgono veicoli senza emissioni allo scarico e poi osano pure usarli. Il Campidoglio teme traffico e parcheggi pieni, quindi la soluzione è semplice: far pagare. Però, con grande generosità, il parcheggio sulle strisce blu per le elettriche resta gratuito. Per ora, almeno.
Mild hybrid: troppo ibride per essere amate
Non è finita. Anche i proprietari delle mild hybrid scoprono improvvisamente di guidare veicoli considerati quasi inutili dal punto di vista ambientale. A Roma ce ne sono circa 250.000 e la maggioranza rientra proprio in questa categoria. Fino a ieri potevano parcheggiare gratis sulle strisce blu, ma adesso non più.
Secondo l’amministrazione, il contributo elettrico di queste auto sarebbe troppo marginale. Cioè: non abbastanza per meritare benefici. Le agevolazioni resteranno solo per full hybrid e plug-in, considerate più degne. La missione ufficiale è nobile: restituire alle strisce blu la loro funzione originaria e migliorare la rotazione dei posti. Eh già, togliere un incentivo è sempre il modo migliore per convincere le persone a fare scelte più sostenibili, no?
La città spaccata, ma con le idee chiarissime (forse)
Come prevedibile, la città si è divisa. Le associazioni ambientaliste applaudono, sostenendo che finalmente si interviene per alleggerire il centro storico. Dall’altra parte, opposizioni e categorie produttive parlano di un colpo basso per imprese, artigiani e turismo, già alle prese con spese crescenti e margini ridotti.
La partita ora passa alla Giunta, ma il messaggio, almeno quello degli indignati, sembra già arrivato forte e chiaro: prima si incentivano certi comportamenti, poi, quando diventano diffusi, si presenta il conto. Roma, nel suo eterno equilibrio precario tra ambiente ed economia, dimostra ancora una volta la capacità di rendere complicato quello che, sulla carta, doveva essere semplice. Perché premiare la mobilità sostenibile quando la si può trasformare in una nuova fonte di entrate?
Foto: ilpost.it





























